Il Tirreno

Pontedera

VITA DELLA CHIESA

Dopo 29 anni don Giulio lascia San Giuseppe

Andreas Quirici
Don Giulio Giannini
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Don Giulio Giannini

Il sacerdote è stato salutato in Comune, oggi la sua ultima messa nella parrocchia di Fuori del Ponte

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PONTEDERA. Il prossimo anno avrebbe celebrato il trentennale. Ma, evidentemente, don Giulio Giannini non poteva davvero più continuare a gestire la parrocchia di San Giuseppe, il faro del quartiere di Fuori del Ponte che ha visto crescere ed espandersi, fino a diventare una piccola città all’interno di Pontedera.
«Prima si andava da Fuori del Ponte al centro per le necessità quotidiane - ha raccontato durante la cerimonia di saluto nella sala consiliare del Comune - Oggi in tanti che abitano in centro vengono nel nostro quartiere a fare gli acquisti di tutti i giorni».

Il suo è stato un punto di vista privilegiato nel cambiamento di tutta la città. Nato 80 anni fa nella zona del Tiro a segno, don Giulio ha cominciato “la carriera” nel 1960 ricoprendo il ruolo di cappellano proprio a San Giuseppe. Sette anni di “scuola” nella parrocchia che in quel periodo era gestita da don Vasco Bertelli. «Un amico più che un superiore - ha ricordato Giannini - Abbiamo condiviso tantissime cose e ho imparato tutto da lui. Gli devo molto davvero».

Il passo successivo è stato quello di diventare parroco al Romito (dal 1967 al 1972). Poi a Calcinaia fino al 1987 e, infine, il ritorno a San Giuseppe dove ha vissuto un periodo intenso, lasciando tanti bei ricordi.

«Devo dire che pensando a un aneddoto o un episodio particolare non so citarne di specifici - spiega don Giulio - ma l’affetto che ho ricevuto per la morte di mio fratello Bruno a maggio e per la festa del mio cinquantesimo anniversario di sacerdozio mi hanno fatto capire che la gente di questo quartiere e di Pontedera mi ha voluto davvero bene».

«Don Giulio è un baluardo della nostra comunità - ha detto il sindaco Simone Millozzi - Ha vissuto varie epoche della città, dall’espansione di Fuori del Ponte alla lotta per non far trasferire la Piaggio a Nusco. Ha sempre fatto la sua parte, aiutandoci a capire come agire per il bene di Pontedera. E ora che il contesto sociale in cui operiamo è notevolmente peggiorato, con sempre più famiglie che si rivolgono ai Comuni, alle parrocchie e alle associazioni di volontariato per chiedere aiuto, avere a fianco una figura come la sua ci ha resi comunque più forti davanti alle difficoltà. Per questo, a nome dei pontederesi, lo ringrazio di cuore».

Don Giannini sarà salutato dai parrocchiani di San Giuseppe nella messa di oggi alle 10,30. Martedì, invece, farà il suo ingresso in parrocchia don Giorgio Karpinski, prete di origini polacche, ma da tanti anni in Italia e attualmente parroco a Ghezzano. Sarà una girandola di spostamenti tra le due parrocchie, visto che l’attuale cappellano di San Giuseppe, anche lui polacco, prenderà il posto proprio di don Giorgio Karpinsky a Ghezzano.

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