Il Tirreno

Pontedera

Senza insegnanti di sostegno: proteste a scuola

di Sabrina Chiellini

La denuncia della madre di uno studente disabile del Fermi che scrive alla ministra Giannini. Caos in tutti gli istituti

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PONTEDERA. La buona scuola esiste solo nel mondo virtuale. Perché poi ogni giorno le situazioni sono molto diverse, a giudicare da quello che racconta la madre di un alunno disabile che frequenta l’Istituto Fermi di Pontedera. E poi, andando a vedere, non si tratta di un caso singolo ma della condizione di molti alunni in tante scuole. La madre, Cristina Mancini, che più volte si è impegnata nella difesa dei diritti degli alunni con handicap, ha scritto alla ministra della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, segnalando che suo figlio come altri alunni con handicap, ha iniziato il nuovo anno scolastico senza insegnante di sostegno. Lettera che ha inviato anche al giornale perché fosse elemento di riflessione più generale. «Tanto è stato fatto di positivo per una sempre migliore integrazione dei disabili nella scuola, però nella prassi vengono spesso disattese le aspettative; infatti tutto quanto servirebbe ad una buona scuola, per un inizio in piena efficienza, viene a mancare: mio figlio, dopo quasi un mese di scuola non ha ancora l'Insegnante di sostegno. Chiedo al Ministro Giannini, attraverso queste pagine, se i ritardi dell'iter delle nomine possa dipendere da una carente applicazione della normativa, e in questo caso varrebbe la pena fare controlli periferici, o se invece dipenda da lacune legislative che allora dovrebbero essere colmate».

Per correttezza la lettera di protesta la donna l’ha inviata anche al dirigente scolastico dell’istituto Fermi di Pontedera. In questi giorni nelle segreterie della scuola, a quanto emerge e stando ai racconti dei supplenti, è un caos. Stamani, per esempio, al Fermi sono stati convocati tutti i docenti di graduatoria di istituto di terza fascia (senza abilitazione) in quanto restavano da assegnare sul sostegno ai disabili 15 cattedre da 18 ore e una cattedra da 18 ore come supplenza breve che terminerà forse il 26 gennaio 2017.

Il dirigente scolastico, professor Luigi Vittipaldi, dopo avere ricevuto la lettera, ha risposto subito alla madre dell’alunno. «A fronte di un organico di 19 docenti di sostegno, il Fermi ne ha sei soli di ruolo, dei quali due effettivi e quattro con incarico triennale, a partire da questo anno scolastico, ma con assegnazione provvisoria nelle regioni del Sud dove sono residenti. I restanti 13 posti sono da coprire con contratti a tempo determinato con docenti assolutamente non specializzati, pertanto con medesime competenze dei docenti di classe».

La situazione risulta aggravata dal protrarsi delle operazioni di nomina e dalla mobilità straordinaria di cui alla Legge n. 107/2015, spiega il dirigente. Che aggiunge: «Non ci sono sufficienti docenti specializzati sul sostegno, ogni anno si ricorre a docenti non specializzati da graduatorie di istituto, con un lavoro immane e lungo da parte delle segreterie: domani (ogg, ndr) ne abbiamo convocati 200 di persona, appositamente per i posti di sostegno, se non dovesse accettare nessuno, si deve procedere con i seguenti 200, ma con convocazione per mercoledì 12. I docenti che chiamiamo non aspirano al posto di sostegno, sia perché non sono specializzati (quindi attendono o scelgono i posti sulla materia), sia perché a livello psicologico, proprio perché non non adeguatamente formati, costituisce un enorme "carico di lavoro e responsabilità" che alcuni, anche se armati di buona volontà, poi non riescono a sopportare».

Un quadro a tinte fosche. «In altri istituti ci sono già stati casi di abbandono degli insegnanti sul sostegno, non abilitati ma comunque nominati, per altre proposte sulla materia, in quanto non ci sono penalizzazioni sulle graduatorie». La spiegazione c’è, ma non cambia la gravità della situazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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