Il Tirreno

Pontedera

Fanghi inquinati, grano sequestrato

Fanghi inquinati, grano sequestrato

Finanza al Consorzio Agrario per acquisire quintali di prodotto coltivato nei terreni dell’inchiesta sugli sversamenti abusivi

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Dopo le analisi sui terreni, arrivano i controlli sui prodotti coltivati e destinati al consumo alimentare.

Svariati quintali di grano, proveniente dai terreni ritenuti inquinati dai fanghi tossici nell'ambito dell'inchiesta "Demetra" della Dda di Firenze, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza fiorentina all'interno del Consorzio Agrario Provinciale in via Aurelia.

Il Consorzio è estraneo all'inchiesta che a metà settembre ha portato a 6 arresti - 31 indagati - e 7 milioni di euro sequestrati. L'arrivo dei finanzieri era, però, necessario per acquisire il prodotto alimentato e cresciuto sui terreni delle sette aziende agricole e non solo sparse tra Peccioli, Montaione, Palaia, Lajatico, Pontedera e Crespina.

Il denominatore comune che lega le coltivazioni nel mirino degli inquirenti - Finanza e Forestale - è l'utilizzo di circa 45mila tonnellate di fanghi per coltivare a grano una superficie complessiva di 800 ettari di terreni.

Quello dello spandimento di fanghi inquinati è il secondo filone d'indagine - il primo è lo smaltimento illecito di rifiuti tossici di cartiera - che ha messo sotto la lente l'attività di una società pisana, la Dc Green di Vicopisano divenuta leader nel trattamento dei prodotti reflui originati da diversi depuratori di fanghi industriali della Toscana.

L'azienda, «grazie alla connivenza dei proprietari che venivano risarciti con somme di denaro» spiegarono al tempo degli arresti gli inquirenti, avrebbe sversato circa decine di migliaia di tonnellate di fanghi in terreni agricoli su cui poi veniva coltivato prevalentemente grano con guadagni illeciti per circa 2 milioni di euro. I finanzieri, i forestali e i tecnici dell'Arpat stanno continuando a indagare, "campionando" i terreni inquinati, per comprendere se i rischi per la salute siano "potenziali" o no. Finora le analisi sui terreni hanno portato a scoprire percentuali elevate di idrocarburi, arsenico, metalli pesanti, rame e zinco.

È in quell'humus ambientale che poi il grano è stato coltivato. E quel prodotto della terra trasformato poi in farina declinata in pane o pasta.

Ne hanno trovato parecchio con valori fuori norma in alcune aziende agricole coinvolte nelle indagini. E con il sequestro nei depositi del Consorzio Agrario Provinciale gli investigatori vogliono capire fino a che punto la contaminazione possa essersi estesa.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera