Il presidio
Asv, 400mila euro per non fare nulla
La società che gestisce la discarica di Buriano non è attiva I costi fissi ricadono per intero su 5 Comuni della Valdicecina
MONTECATINI VALDICECINA. Una società completamente partecipata da cinque Comuni (Montecatini Valdicecina, Volterra, Pomarance, Castelnuovo Valdicecina e Casale Marittimo) che dall’inizio di settembre è praticamente inoperosa. Ha costi fissi pari a oltre 400mila euro annui che continueranno a pesare sulle casse delle amministrazioni.
Anzi, visto che si tratta di rifiuti, finiranno nella tariffa per l’immondizia delle bollette recapitate alle famiglie. Il caso dell’Azienda servizi Valdicecina (Asv) è già stato oggetto di discussione in consiglio comunale a Volterra, dove le opposizioni hanno chiesto spiegazioni sui costi, in special modo quelli per i tre dipendenti (due operai e una addetta all’amministrazione) che ammontano a 213mila euro.
Asv si è occupata, dal 2002, della gestione della discarica di Buriano, nel territorio di Montecatini Valdicecina, chiusa dalla Provincia nel luglio 2015 in seguito a controlli dell'Arpat che hanno riscontrato il superamento di sostanze inquinanti nelle acque sotterranee alla stessa discarica. Da quel momento in poi i rifiuti dei cinque comuni sono andati a finire alla discarica di Legoli, gestita dalla Belvedere di Peccioli, con un notevole aumento dei costi. Per alcuni mesi, le amministrazioni hanno continuato a usare Buriano come stazione di trasferimento, portando alla discarica la loro immondizia, che poi ripartiva per Legoli con mezzi dell’Asv. Ma quell’attività è cessata, eccetto che per Montecatini, perché Volterra, Castelnuovo e Pomarance portano direttamente a Legoli la loro spazzatura.
La domanda, quindi, è cosa fare di Buriano che ha chiuso il bilancio del 2015 con una perdita di 263.684 euro. Anche alla luce dei costi fissi, malgrado l’attività praticamente azzerata. Oltre a quelli per il personale, ci sono anche i 6.864 euro l’anno per gli amministratori (il presidente Augusto Mugellini, che è anche presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra) e i 77.292 per consulenze (tra cui quella di Valter Picchi, ex assessore all’ambiente della Provincia di Pisa, e quella del Cnr, chiamato a esprimere un parere sulle prescrizioni imposte dalla Provincia al momento della chiusura della discarica).
Se a questo aggiungiamo circa 100mila euro per le analisi e i campionamenti e gli affitti di immobili e terreni si arriva alla cifra di oltre 400mila euro indicata dalla presidenza ai sindaci come costi fissi da sostenere anche dopo la chiusura imposta dalla Provincia.
Il tutto in attesa che la Regione approvi il piano di chiusura della discarica che è stato presentato lo scorso giugno. Un progetto a cui dovrà lavorare anche la struttura di Asv. Ma quanto si dovrà ancora aspettare? E cosa fare nel frattempo?
Tra l’altro i dipendenti dell’Azienda servizi Valdicecina non possono neppure essere trasferiti ai Comuni, perché il contratto nazionale con cui sono assunti non è lo stesso dei dipendenti delle amministrazioni comunali.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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