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Ristori insiste coi licenziamenti
Contratto di solidarietà fino a dicembre, ma l’azienda resta dell’idea di mandare a casa oltre 60 operai
PONTEDERA. «Abbiamo prolungato gli ammortizzatori sociali. Ma gli esuberi rimangono». Parole che cadono come un macigno sul futuro della vertenza, quelle di Enza Marmeggi, proprietaria delle Officine Ristori il giorno dopo la firma dell’accordo all’Unione industriale pisana per l’attivazione del contratto di solidarietà fino al 13 dicembre. L’imprenditrice lancia segnali poco in linea con i sindacati che le chiedono, invece, di trovare nuovi sbocchi per la sua produzione. In altre parole, diversificare e sganciarsi un po’ da Piaggio.
In teoria Ristori dovrebbe riuscire a fare in due mesi, quello che non è riuscita a portare a compimento in due anni. Da quando, cioè, venne sottoscritto l’accordo per la cassa integrazione che è terminata proprio l’altro giorno. «In tanti parlano - riprende Marmeggi - ma la realtà è un’altra. Con Piaggio abbiamo rapporti cordiali e un contratto di fornitura che scade alla metà del 2017. Un rapporto che dovrà essere ridiscusso l’anno prossimo. Ma il problema restano i costi. Qui in Italia sono troppo più alti che all’estero, da cui proviene la maggior parte della componentistica. Non è per niente facile trovare altri clienti oltre a Piaggio che garantiscano lavoro a lungo termine».
Sarà, ma è proprio quello che chiedono i sindacati all’azienda, oltre alla disponibilità di rivedere i numeri. «Anche perché le ore lavorate dall’inizio dell’anno che ci hanno presentato e che rappresentano la base della dichiarazione dei 63 esuberi, secondo noi non rispecchia la realtà», dice Samuele Nacci della Uilm Uil. Il segretario dello stesso sindacato, Benedetto Benedetti aggiunge: «Questo accordo è il massimo che potevamo fare. Ed è stato ottenuto grazie al sacrificio dei lavoratori che hanno scioperato e bloccato la fabbrica per oltre dieci giorni. Ora dovremo lavorare per ridurre il costo del lavoro, ma anche chiamando in causa Regione e Piaggio, affinché facciano la loro parte per salvare quanti più posti di lavoro possibile».
Già, perché il tempo ha già cominciato a correre e le soluzioni per evitare i licenziamenti sono ancora tutte da definire. «Vorremmo aumentare il periodo di ammortizzatori sociali - spiega Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom Cgil - perché così potremo riuscire a gestire gli esuberi. Ci ritroveremo il 14 ottobre all’Unione industriale per cominciare a parlare di cosa fare per abbassare i costi di produzione. I margini ci sono per incidere, ma non pensiamo di poter ottenere un calo drastico del numero degli esuberi attivandoci in questa direzione. Ecco perché ci serve più tempo. Magari, nel frattempo, Piaggio decide di dare più lavoro a Ristori e il mercato migliora».
Con la firma all’accordo, è scomparso anche il blocco davanti alla fabbrica di Montecalvoli, dopo un’assemblea abbastanza accesa nel piazzale della ditta. In questa maniera anche Piaggio ha ripreso a produrre dopo aver messo in cassa integrazione ordinaria circa 600 lavoratori tra operai e impiegati. E nel giro di pochi giorni la situazione dovrebbe tornare alla normalità.
Andreas Quirici
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