Il Tirreno

Pontedera

Ristori, la Solidarietà può limitare i tagli

di Andreas Quirici
Ristori, la Solidarietà può limitare i tagli

Oggi incontro decisivo per la vertenza delle Officine di Montecalvoli È stato chiesto aiuto anche alla Piaggio, sono in ballo 63 posti di lavoro

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PONTEDERA. È il contratto di solidarietà lo strumento su cui puntano sindacati e istituzioni per allungare i tempi dell'assistenza ai lavoratori delle Officine Ristori e scongiurare i 63 esuberi.

Al momento non esistono certezze sul fatto che nessuno sarà licenziato. È probabile che si arrivi a un numero minimo di lavoratori che saranno costretti ad andare in mobilità. Ma il piano, a grandi linee, sembra fatto. Due mesi di ammortizzatore sociale fino a gennaio. E poi altri due anni.

Il punto è capire come saranno limati i costi per arrivare a una quadra in cui si salvi il maggior numero di posti di lavoro e, al contempo, si mantengano in linea di galleggiamento i bilanci della ditta, impegnata a far fronte al concordato in continuità.

È probabile che Ristori debba rivedere al ribasso il numero degli esuberi, oltre a un'operazione di diversificazione che finora non ha dato i risultati sperati. Forse i lavoratori saranno costretti a rinunciare a una parte di salario aggiuntivo. Ed è pensiero comune che anche la Piaggio venga chiamata per sostenere l'attività dell'azienda di Montecalvoli.

Il progetto, che solo pochi giorni fa sembrava impensabile, anche per bocca dei consulenti delle Officine Ristori che sembravano aver messo la cosiddetta pietra tombale sulla vertenza, si è delineato sull'asse Regione-sindacati-Unione industriale pisana, protagonisti di riunioni e telefonate che, alla fine, sembrano aver dato una speranza alle maestranze.

Ieri pomeriggio in Regione, il consulente della presidenza, Gianfranco Simoncini, ha spiegato lo stato dell'arte ai rappresentanti dei lavoratori e alle figure istituzionali della Valdera coinvolte in questa vicenda.

Secondo la Regione, è auspicabile «una soluzione in grado di garantire produzione e posti di lavoro, attenuando così i costi sociali della riorganizzazione aziendale prevista dal piano concordatario».

Nella riunione a Firenze sulle Officine Ristori erano presenti, oltre a Simoncini, i sindacati Fiom Cgil e Uilm Uil, i sindaci di Pontedera Simone Millozzi, Santa Maria a Monte Ilaria Parrella, di Bientina (che è anche presidente dell'Unione dei Comuni della Valdera) Corrado Guidi, i rappresentanti della Società Ristori, Confindustria e il commissario giudiziale.

«Simoncini ha ribadito l'importanza di un confronto diretto tra azienda e sindacati, indispensabile per ridurre i costi sociali, facendo, se necessario, ricorso agli ammortizzatori - si legge in una nota - Il tavolo ha poi preso atto del fatto che, accogliendo la richiesta delle istituzioni, Confindustria ha fissato un primo incontro».

Riunione che si svolgerà stamani alle 10 e che i protagonisti della vicenda reputano molto importante, anche se non definitiva. Serviranno, infatti, altri incontri per definire al meglio la situazione.

Intanto, però, occorre scongiurare il maggior numero di licenziamenti. «Abbiamo chiesto che anche la Piaggio faccia la sua parte garantendo lavoro alla Ristori - ha detto Benedetto Benedetti, segretario provinciale della Uilm Uil - perché questo garantirebbe ossigeno a tutti noi per trovare soluzioni a lungo termine».

Secondo Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom Cgil, «l'obiettivo del sindacato è quello di annullare i licenziamenti e gestire la situazione nell’immediato con gli ammortizzatori sociali e con le uscite volontarie incentivate. Vedremo cosa succederà all'Unione industriale».

La Regione, comunque, si è detta «disponibile a riconvocare il tavolo sia nel caso in cui sorgessero problemi nel corso del confronto, sia per svolgere funzioni di garante dell'accordo raggiunto, offrendo anche un supporto nell'accompagnare eventuali richieste di ammortizzatori sociali al ministero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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