Il presidio
Rinnovo patenti, controlli su centinaia di certificati
Polizia stradale e finanza negli studi medici di cinque professionisti L’accusa: clienti “visitati” nell’autoscuola dei Logli senza la presenza dei dottori
PISA. Controlli con acquisizione di atti in almeno cinque studi medici della provincia. Quelli che collaborano o hanno avuto rapporti con l’autoscuola “Futura” della famiglia Logli dove a fine luglio polizia stradale e Guardia di finanza si sono presentate per sequestrare documentazione su rinnovo patenti e visite mediche. Sono centinaia di atti il cui accertamento sulla veridicità delle firme dei sanitari terrà impegnati gli investigatori nelle prossime settimane.
È lo sviluppo dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni che vede l’autoscuola intestata a Roberta Ragusa - scomparsa dal gennaio 2012 e il cui marito Antonio il 18 novembre comparirà davanti al gup per l’udienza sulla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio e distruzione di cadavere - al centro di un’indagine per falso ideologico e ricettazione. Gli indagati, assistiti dall’avvocato Roberto Cavani, sono Antonio Logli e il padre Valdemaro in qualità di titolari, con quote diverse, della “Futura”.
L’inchiesta si basa sui riscontri cartacei e i sequestri di luglio hanno solo cristallizzato una situazione che ora viene messa a fuoco con gli approfondimenti su ciascun medico che ha avuto a che fare con l’autoscuola dei Logli. Alla base dell’indagine, avviata dopo un esposto, è la presenza o meno dei medici al momento di sostenere le visite per il rinnovo o il rilascio delle patenti. Il nucleo delle verifiche, che potrebbero essere estese anche ad altre autoscuole, punta a chiarire l’esistenza o meno di firme false vergate in nome e per conto del medico, incaricato e pagato per la visita dei rinnovi delle patenti. Un malcostume che sconfina nel codice penale sul quale hanno acceso i fari di finanzieri e la sezione di polizia giudiziaria della polstrada.
Sotto la lente degli investigatori ci sono anche diversi medici ritenuti compiacenti che avrebbero acconsentito nel favorire una pratica illegale con il tornaconto di incassare lo stesso il prezzo della prestazione senza, però, presentarsi fisicamente nelle autoscuole per le visite. Un sistema che faceva comodo a tutti. È un'ipotesi di falso ideologico ancora in fase embrionale sulla quale sono partiti i primi accertamenti. Con la mole di fascicoli sequestrati negli uffici della Futura il lavoro di riscontro incrociato terrà impegnati gli investigatori per diversi mesi. Da ricostruire le posizioni di chi ha ottenuto il rinnovo della patente superando la visita medica e l'eventuale presenza fisica del dottore. Non viene escluso il ricorso a perizie calligrafiche per risalire alla paternità delle firme finite sui certificati e, ora, al centro dell'inchiesta.
Pietro Barghigiani
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