Il presidio
Ristori, trattativa riaperta e licenziamenti sospesi
Inatteso sviluppo: lunedì sindacati in Regione e martedì all’Unione industriale Si lavora per attivare ammortizzatori sociali. Ma c’è l’ostacolo dei costi aziendali
PONTEDERA. Quello che sembrava impossibile fino a pochi giorni fa, sta diventando piano piano una cosa concreta. I 63 licenziamenti alle Officine Ristori, azienda storica dell’indotto Piaggio, sono sospesi. Almeno fino a martedì, giorno in cui i sindacati si recheranno all’Unione industriale pisana per ascoltare una proposta alternativa alle lettere di mobilità (che sarebbero dovute partire mercoledì).
Per raccontare come si è passati dall’intransigente volontà dell’azienda di mandare a casa la metà dei dipendenti all’apertura di uno spiraglio in una vertenza nata nel 2014, occorre raccontare cosa è successo ieri mattina al presidio davanti alla fabbrica di Montecalvoli. Infatti, le maglie del blocco di merci e produzione sono state allentate, facendo entrare al lavoro una quindicina di operai e facendo passare un camion. Il tutto, come confermato dai sindacati, per non mettere in difficoltà la produzione di Piaggio che aveva bisogno di materiali. A questo, però, è seguito un passo in avanti da parte dell’azienda nel segno della riapertura della trattativa. Sempre ieri mattina, infatti, la proprietà delle Officine Ristori si è incontrata con i vertici dell’Unione industriale pisana (di cui l’azienda non faceva più parte da anni) cominciando un percorso per valutare strade alternative ai licenziamenti. O per lo meno per ridurne l’entità al minimo indispensabile.
Il ricorso agli ammortizzatori sociali è l’unica soluzione praticabile. Ma bisogna fare i conti con i bilanci dell’azienda, vincolati al regime di concordato in continuità in cui si trova dalla fine del 2014 e con l’esigenza di ridurre i costi. Un sentiero a ostacoli, con salite, discese e trabocchetti. Ma che potrebbe portare a una soluzione a cui nessuno pensava.
Di sicuro lunedì ci sarà lo sciopero dei lavoratori dell’indotto Piaggio, con l’aggiunta di quelli delle cooperative dei servizi che, attraverso appalti, sono legati alla fabbrica della Vespa. Altra certezza è l’incontro in Regione dei sindacalisti nella stessa giornata, a cui si aggiunge il lavoro fatto dalla Confindustria pisana per portare sul piatto della trattativa con rappresentanti delle istituzioni e dei lavoratori una proposta alternativa a quanto di brutto si è percepito in questi giorni guardando gli operai davanti ai cancelli della Ristori con lo sguardo perso nel vuoto. E nemmeno più la voglia di lottare per il loro futuro.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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