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Ristori, trattativa riaperta e licenziamenti sospesi
Montecalvoli, inatteso sviluppo: lunedì 3 ottobre sindacati in Regione e il giorno dopo all’Unione industriale. Si lavora per attivare ammortizzatori sociali, ma c’è l’ostacolo dei costi aziendali
MONTECALVOLI. Quello che sembrava impossibile fino a pochi giorni fa, sta diventando piano piano una cosa concreta. I 63 licenziamenti alle Officine Ristori di Montecalvoli, azienda storica dell’indotto Piaggio, sono sospesi. Almeno fino a martedì 4 ottobre, giorno in cui i sindacati si recheranno all’Unione industriale pisana per ascoltare una proposta alternativa alle lettere di mobilità (che sarebbero dovute partire il giorno dopo).
Per raccontare come si è passati dall’intransigente volontà dell’azienda di mandare a casa la metà dei dipendenti all’apertura di uno spiraglio in una vertenza nata nel 2014, occorre raccontare cosa è successo nella mattina di venerdì 30 settembre al presidio davanti alla fabbrica di Montecalvoli. Infatti, le maglie del blocco di merci e produzione sono state allentate, facendo entrare al lavoro una quindicina di operai e facendo passare un camion. Il tutto, come confermato dai sindacati, per non mettere in difficoltà la produzione di Piaggio che aveva bisogno di materiali. A questo, però, è seguito un passo in avanti da parte dell’azienda nel segno della riapertura della trattativa. Nello stesso giorno, infatti, la proprietà delle Officine Ristori si è incontrata con i vertici dell’Unione industriale pisana (di cui l’azienda non faceva più parte da anni) cominciando un percorso per valutare strade alternative ai licenziamenti. O per lo meno per ridurne l’entità al minimo indispensabile.
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Il ricorso agli ammortizzatori sociali è l’unica soluzione praticabile. Ma bisogna fare i conti con i bilanci dell’azienda, vincolati al regime di concordato in continuità in cui si trova dalla fine del 2014 e con l’esigenza di ridurre i costi. Un sentiero a ostacoli, con salite, discese e trabocchetti. Ma che potrebbe portare a una soluzione a cui nessuno pensava.
Di sicuro lunedì 3 ottobre ci sarà lo sciopero dei lavoratori dell’indotto Piaggio, con l’aggiunta di quelli delle cooperative dei servizi che, attraverso appalti, sono legati alla fabbrica della Vespa. Altra certezza è l’incontro in Regione dei sindacalisti nella stessa giornata, a cui si aggiunge il lavoro fatto dalla Confindustria pisana per portare sul piatto della trattativa con rappresentanti delle istituzioni e dei lavoratori una proposta alternativa a quanto di brutto si è percepito in questi giorni guardando gli operai davanti ai cancelli della Ristori con lo sguardo perso nel vuoto. E nemmeno più la voglia di lottare per il loro futuro.
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