Il presidio
Il cuoio traina l’export ma il calzaturiero crolla
Per le vendite delle concerie all’estero (+1,8%) buoni risultati in Francia e India Perde terreno l’industria legata alle produzione di scarpe con un calo del 5,3%
SANTA CROCE. Un secondo trimestre non troppo brillante quello archiviato dall'export della provincia di Pisa. Il perdurare della debolezza della domanda mondiale si riverbera sull'andamento delle esportazioni pisane che, con un modesto +0,3% rispetto al secondo trimestre del 2015, si allineano al dato nazionale. A sostenere le vendite all'estero della provincia di Pisa troviamo il cuoio, i motocicli e la meccanica. Negativo, invece, l'apporto di settori come mobili, calzature e metalli. Questa, in sintesi, l'analisi dei dati Istat sulle esportazioni diffusi dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa.
Esportazioni. Pur in crescita, cuoio e motocicli, che rappresentano oltre la metà dell'export pisano, realizzano nel secondo trimestre solo un piccolo passo in avanti. Il cuoio (+1,8%) conferma il dato del trimestre precedente grazie ai risultati raggiunti in Francia ed India. La crescita dei cicli e motocicli, dopo il +6,9% del primo trimestre dell'anno, si ferma nel secondo al +0,6%, a causa dell'improvviso crollo delle vendite negli Usa. Continua ad avanzare il settore delle macchine di impiego generale (motori, pompe, rubinetti, valvole, apparecchiature fluodinamiche, ecc.) che con un +5,8% supera gli 83 milioni di euro di valore, grazie all'impennata delle vendite in Ungheria, nel Regno Unito e negli Stati Uniti e agli ottimi risultati realizzati in Cina e Francia, che hanno compensato il crollo delle esportazioni in Germania. All'interno della meccanica, crescono anche le altre macchine per impieghi speciali (specifiche per l'industria) che, dopo il calo del precedente trimestre, hanno messo a segno un +30,2%. Bene la vendita all'estero dei prodotti in vetro (+18,2%), così come dei farmaceutici (+12,3%), dell'abbigliamento (+11,7%) e delle bevande (+10%, prevalentemente vino). Sempre difficile, nel secondo quarto dell'anno, la situazione dei mobili, che perdono un 10%, seguiti dalle calzature (-5,3%) e dai metalli di base preziosi e non ferrosi (-65,1%) a causa del crollo delle vendite in Spagna.
Importazioni. Il crollo delle importazioni pisane (-11,2%) è la conseguenza del confronto statistico con un trimestre - il secondo del 2015 - in cui era stata contabilizzata un'operazione straordinaria nel comparto locomotive e materiale rotabile. Si registrano comunque contrazioni in molti settori, a partire da quelli legati agli approvigionamenti del distretto conciario, come il cuoio e la carne lavorata (prevalentemente da pelli grezze) che lasciano sul terreno circa 7 punti percentuali ciascuno.
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