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Coppie gay, le sposa l’ufficiale di stato civile

Coppie gay, le sposa l’ufficiale di stato civile

Cascina: la replica della sindaca alla vicepresidente del Senato che si era offerta di venire a celebrare le unioni. «Non mi chieda le deleghe, non occorre»

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CASCINA. Botta e risposta tra la vicepresidente del Senato, che si offre di andare a Cascina per celebrare le unioni civili, e la sindaca di Cascina che si rifiuta di unire in matrimonio persone dello stesso sesso e invoca il diritto all’obiezione di coscienza.

Il caso fa ancora discutere e nei giorni scorsi la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli ha commentato questa decisione dichiarandosi disponibile a celebrare lei stessa le unioni civili a Cascina. A sostegno della senatrice arrivano i movimenti Lgbti che esprimono preoccupazione per questa presa di posizione della sindaca dopo l'approvazione alla Camera e al Senato della legge Cirinnà. «Sono pronta a andare a Cascina a celebrare le unioni civili. Chiederò la delega alla sindaca Ceccardi», così Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, è intervenuta sulla decisione della prima cittadina di non voler celebrare l'unione civile alle coppie omosessuali. «A Cascina una coppia omosessuale non può accedere al registro delle unioni civili previsto dalla legge approvata lo scorso maggio.

La sindaca leghista di Cascina Susanna Ceccardi, infatti, ha deciso di non celebrarli. Si tratta di una decisione illegittima, essendo le unioni civili regolate da una legge nazionale e, come ha ricordato anche il Consiglio di Stato lo scorso luglio, non esiste la possibilità di obiezione di coscienza. Chi ricopre ruoli elettivi e di governo non può non rispettare le leggi, ma anzi ha la responsabilità di garantire l'esercizio pieno dei diritti che la legge riconosce a tutte le cittadine e tutti i cittadini. Se ci saranno coppie di Cascina che chiederanno di poter vedere riconosciuta la propria unione chiederò allora la delega è andrò io stessa a celebrarla, per garantire che ad ogni persona e ad ogni coppia venga riconosciuto il diritto ad amarsi e a vedere il proprio amore riconosciuto dallo Stato». L'indignazione verso la decisione della sindaca Ceccardi arriva anche dall’Associazione nazionale Anddos contro le disciminazioni da orientamento sessuale che conta oltre 190mila associati. La sindaca risponde alla vicepresidente del Senato. «Non venga a Cascina per questa ragione. Si può risparmiare il viaggio a spese dei cittadini. Io non celebrerò unioni tra persone dello stesso sesso e non concederò deleghe. La coppia formata da persone dello stesso sesso si può sposare con l’ufficiale di stato civile che ha questo compito e può farlo in maniera automa rispetto al sindaco».

Messa in questo modo, è chiaro che tutta la questione è destinata a sgonfiarsi almeno per quanto riguarda le polemiche di carattere politico.(s.c.)

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