Italia
Assolto il giovane accusato di aver istigato alla jihad su Fb
Jalal El Hanaoui, marocchino di 26 anni, era agli arresti domiciliari. La corte ne ha anche disposto l'immediata scarcerazione. "E' la fine di un incubo". L'avvocato: "Un atto di giustizia"
PISA. Assolto perché "il fatto non sussiste": così stasera, venerdì 23 settembre, la corte d'assise di Pisa al termine del processo a carico di Jalal El Hanaoui, il marocchino di 26 anni residente a Ponsacco (Pisa), accusato di istigazione alla jihad attraverso facebook. Il pm Angela Pietroiusti aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere: dopo la sentenza ha preannunciato che ricorrerà in appello. All'opposto la difesa aveva chiesto l'assoluzione.
"E' finito un incubo perché se mi avessero condannato per una cosa che non ho mai fatto sarei impazzito". Queste le parole di Jalal El Hanaoui, 26 anni, marocchino, poco dopo essere stato assolto.
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Il giovane si trovava anche agli arresti domiciliari: la corte ne ha disposto l'immediata liberazione. "La sentenza di oggi non è un atto di fede o di coraggio, ma un atto di giustizia ed è il motivo per cui io faccio l'avvocato", le parole dell'avvocato Tiziana Mannocci, difensore del marocchino insieme a Marco Meoli.
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"Da questa vicenda ho imparato che la giustizia italiana prima ti tiene un anno in carcere e poi ti assolve, ma anche che alcune cose non le rifarei, anche se non ho mai pensato di avere commesso crimini". Lo ha detto, dopo la sentenza di assoluzione Jalal El Hanaoui.
Per i difensori del giovane, che da 18 anni risiede a Ponsacco (Pisa) insieme alla famiglia, non si poteva "condannare il ragazzo perché avrebbe significato vietare la libertà di pensiero e di opinione: i suoi post possono essere discutibili ma non sono un reato".
La corte d'assise di Pisa ha assolto "perché il fatto non sussiste" il 26enne, che era stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Dda fiorentina.
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