Il Tirreno

Pontedera

La Lega Nord mette le radici a Santa Croce

A breve l’inaugurazione della sede, intanto va all’attacco sulle case popolari: «Seguire il modello-Cascina»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. «Prendere a modello Cascina, dove le leggi si applicano e si applicano fino infondo». È quanto chiedono gli esponenti della Lega Nord del comprensorio ai sindaci del Cuoio, «in modo da trattare finalmente alla pari - dicono - i cittadini italiani e quelli extracomunitari».

La questione, ormai nota, è relativa alla graduatoria per l'acceso ai contributi all'affitto. Graduatoria che nel Comune cascinese (targato Lega) ha visto un calo drastico di richieste da parte di cittadini di origine straniera. Il tutto grazie ad un decreto del 2000 della Presidenza della Repubblica che ha "arricchito" la legge 431 del 1998, prevedendo per le pubbliche amministrazioni la possibilità di richiedere, anche ai cittadini extracomunitari, idonee certificazioni che attestino l'assenza di proprietà o altri redditi.

Certificazioni che devono essere chieste alle ambasciate o ai consolati dei rispettivi paesi di origine.

La norma, applicata alla lettera dalla sindaca Susanna Ceccardi e dall'assessore alle politiche sociali Edoardo Ziello, avrebbe limitato solo al 25 per cento il numero di stranieri beneficiari dei contributi all’affitto. «È la dimostrazione che qualcosa si può e si poteva fare per mettere sullo stesso piano italiani e stranieri - afferma Alessandro Salvadori della Lega Nord del comprensorio -. Fino ad oggi, invece, agli stranieri è stata chiesta una semplice autocertificazione. Chi chiede un aiuto, secondo noi, deve mettersi in gioco e accettare anche dei controlli, come avviene del resto per gli italiani. Purtroppo, invece, gli extracomunitari sono stati abituati troppo a lungo ad avere solo dei diritti ma non dei doveri».

Da qui la richiesta, rivolta a tutti i sindaci, di seguire l'esempio di Ceccardi, primo sindaco leghista della Toscana. «Specialmente a Santa Croce - aggiunge Gustavo Pagni - che vanta il primato di oltre il 30 per cento di cittadini di origine straniera, molti dei quali irregolari».

«La sindaca di Cascina - riprende Salvadori - non ha cercato un "cavillo", ma ha semplicemente applicato la legge come dovrebbero fare tutti i Comuni». Dopo Cascina, quindi, la Lega Nord è decisa più che mai a far sentire la propria voce e a mettere radici anche fra i comuni del comprensorio. Entro l'anno è prevista anche l'inaugurazione di una sede fissa in via Roma a Santa Croce. Oltre a Salvadori e Pagni, a comporre il gruppo dei militanti sono Jonathan Bagnoli, Nicola Garofalo, Mirella Bensi e Maurizio Banti. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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