Il Tirreno

Pontedera

Area inquinata dai fanghi anche a Fauglia

Il sindaco spiega che da tempo ha sollecitato la Regione ad attivare maggiori controlli e a rivedere la normativa

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FAUGLIA. Anche il Comune di Fauglia, dopo altri in Valdera e in provincia di Firenze, ha ricevuto due decreti dalla Procura della Repubblica di Firenze - Direzione distrettuale antimafia - che riguardano il traffico di rifiuti tossici scoperto in Toscana e che ha portato all’arresto di sei persone. Potrà costituirsi parte civile al processo se e quando ci sarà.

A luglio scorso il sindaco Carlo Carli aveva scritto al governatore Enrico Rossi e all'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni una lettera sul problema dello spandimento dei fanghi. Tutti i sindaci, infatti, sono molto preoccupati dall’utilizzo dei fanghi da depurazione in agricoltura. Era emerso un fatto grave. «Le prescrizioni riportate nelle varie autorizzazione rilasciate dalla provincia/regione sono del tutto inadeguate a tutelare la qualità della vita degli abitanti di dette zone», è il parere del sindaco Carli. Come dimostra l’inchiesta, la catena dei controlli non funziona. «Serve una revisione delle normative che, di fatto, rendono i Comuni semplici spettatori, senza la possibilità di impedire lo spandimento dei fanghi», osserva il sindaco. La parte interessata dalle indagini a Fauglia si trova all'interno della zona del Mazzoncino, «mentre il resto dei 42Km quadrati del Comune di Fauglia risulterebbe, a oggi, essere escluso dalle attività illecite». Intanto, le indagini vanno avanti. L’esito delle analisi sui campioni prelevati nei giorni scorsi si conoscerà tra una settimana. E’ confermato che la quasi totalità degli agricoltori viene pagata per spandere i fanghi e questo non significa che poi siano effettivamente al corrente di quello che viene scaricato nei campi. A Chianni, dice il sindaco Giacomo Tarrini, «sono anni che non vengono sparsi fanghi in terreni agricoli. C’è un'autorizzazione dell'ufficio ambiente della regione ad una azienda agricola. La società che gestisce l'operazione autorizzata è la stessa al centro delle indagini. Ora è tutto bloccato».(s.c.)

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di Redazione web