Il presidio
I genitori non vogliono le maestre sotto indagine
Santa Croce: il provveditore non ha ancora preso decisioni ufficiali ma la dirigente scolastica ha sollecitato un trasferimento immediato
SANTA CROCE. Come ultimo atto, prima di andare in pensione, la dirigente scolastica Daniela Di Vita, interpretando le richieste dei genitori, ha scritto una lettera al provveditore agli studi per chiedergli di prendere una decisione prima dell’inizio della scuola riguardo alle insegnanti coinvolte in una triste vicenda di maltrattamenti a scuola.
I genitori dei bambini della scuola primaria di Santa Croce sull'Arno che sono stati coinvolti nella storia chiedono che le due maestre sotto inchiesta, sospese il 19 maggio scorso con un provvedimento cautelare emesso dal Gip del tribunale di Pisa, non tornino a insegnare. Una delle due insegnanti era una supplente e quindi al suono della prima campanella non dovrebbe tornare nella stessa scuola. Ma l'altra potrebbe riprendere servizio se non verrà disposto un trasferimento per motivi di carattere ambientale. E su questo aspetto il provveditorato ha dimostrato una linea attendista. Non è stata presa alcuna decisione dalla massima autorità scolastica provinciale che sta cercando di capire come procede l’inchiesta. Il provveditore nei giorni scorsi ha chiesto un incontro al magistrato che segue il caso. C’è da tutelare i bambini, ma anche da prevenire situazioni di disagio e protesta a scuola.
«Può diventare un problema di ordine pubblico», ha scritto nella lettera la dirigente scolastica Di Vita, dimostrando di avere preso a cuore il problema. I genitori comunque sono stati chiari: dopo quello che è successo, ritengono indispensabile un trasferimento dell’insegnante. Ieri però nemmeno l’ufficio scuola del Comune sembrava avere una prospettiva chiara su questa vicenda e la campanella tornerà a suonare tra meno di due settimane.
In questi mesi i genitori hanno preso visione delle immagini che documentano gli atteggiamenti violenti avuti dalle maestre nei confronti degli alunni: maltrattamenti di tipo psicologico, senza mai arrivare comunque a vere e proprie violenze fisiche, tranne in un caso, come risulta della denuncia che è stata presentata nei mesi scorsi ai carabinieri di Santa Croce.
All'insegnante di ruolo, da tempo nell'organico della scuola, vengono contestati direttamente i maltrattamenti, per la supplente c'è un concorso nel reato in quanto è accusata di non avere impedito i maltrattamenti, oltre a non averli segnalati in maniera adeguata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
