Il presidio
Ripartono i lavori (fermi da anni) all’ex sede Enel
A settembre tornerà ad animarsi il cantiere, l’immobile ospiterà uffici e una ludoteca. Nessun segno di vita invece per l’ecomostro vicino all’area dei centri commerciali e per altre due costruzioni in via Dante
PONTEDERA. "Puntiamo a far ripartire i lavori entro la fine del 2016. C’è già un accordo di massima con l'amministrazione comunale e un'intesa con la Banca di Pisa. Si tratta di un'operazione complessa, ma siamo in dirittura d'arrivo". A parlare è Gaetano Nobile, ingegnere che sta lavorando per la Ponte a Piglieri Srl, la società che, insieme al Comune di Pontedera, è proprietaria dell'edificio in via Pisana, quello dove fino al 1976 si trovava una cabina dell'Enel.
Degrado e speranza. Lo stabile è avvolto, da anni, da un maxi cantiere. Lavori cominciati, ma mai terminati. Stando a ciò che è scritto nel cartello affisso all'esterno dell'immobile, il progetto avrebbe dovuto essere completato il 31 dicembre 2013. "C’è stata una variante al prospetto iniziale - dice ancora Nobile - finalizzata a rendere fruibili anche gli spazi esterni al palazzo. Il Comune, inoltre, ha avuto difficoltà a ricoprire una parte delle sue spese, a causa dell'entrata in vigore del patto di stabilità. A settembre mi incontrerò con la giunta e insieme definiremo l'accordo per far tornare gli operai al lavoro nella palazzina ex Enel". Intanto, il complesso resta uno scheletro di cemento. In passato ha fatto anche da rifugio per sbandati, allontanati poi dalle forze dell'ordine. L'edificio, per ora, rimane nel degrado. Ma all’orizzonte si intravede una speranza: presto l'incuria potrebbe lasciare spazio a una serie di uffici.
Destinazione d’uso. Una volta completato, il palazzo di via Pisana ospiterà alcuni uffici comunali. Lo stabile dovrebbe alzarsi su quattro piani, due dei quali di proprietà del Comune di Pontedera. "Al piano terra vorrei trasferirci la ludoteca di via Manzoni", rivela il sindaco Simone Millozzi, che però preferisce non guardare troppo lontano nel tempo: "Prima di tutto mi auguro che i lavori finalmente riprendano e che si possa festeggiare la nuova vita di un edificio storico per Pontedera, in un quartiere che ha bisogno di elementi capaci di riqualificarlo. Una volta terminata la palazzina, valuteremo quali uffici allestire al primo piano". Millozzi dunque resta cauto. E spiega chiaramente i motivi della sua diffidenza: "Sono rimasto scottato molte volte con le opere edilizie in città, ho imparato a tenere i piedi per terra. Ben venga l'impegno della Ponte a Piglieri, siamo felici di registrare la loro disponibilità a riprendere i lavori. Ma fino a che non vedo gli operai sul cantiere, non voglio sbilanciarmi".
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Gli altri “scheletri”. E per un mostro che potrebbe trasformarsi in cigno bianco, ce ne sono altri, in città, che invece sono destinati a recitare ancora il poco prestigioso ruolo di immagini dell'orrore. Angoli dimenticati, invasi dalla sporcizia, in alcuni casi soffocati dalla vegetazione. Opere lasciate a metà, alle cui spalle si articolano storie fatte di fallimenti e guai con la giustizia. Vicino alla galleria Coop continua a fare "bella", si fa per dire, mostra di sé l'ecomostro dell'impresa Giusti. Il permesso a costruire è del 2010, ma i lavori si sono bloccati quasi subito in seguito ad alcuni problemi finanziari della ditta costruttrice, consegnando alla città, invece di un maxi complesso abitativo da 9 piani, un triste telaio di cemento ormai in condizioni critiche. Per la gioia di senzatetto e tossicodipendenti, che bivaccano da anni nei locali semi-costruiti. L'amministrazione non può intervenire perché, secondo un accordo stipulato Comune e impresa, quest'ultima è ancora proprietaria dell'area e quindi, in teoria, potrebbe riprendere la costruzione dell'edificio.
Ex Coop ed ex Sip. E poi c'è il fondo di via Dante in cui, decine di anni fa, si trovava il supermercato Coop. Oggi l'area, di proprietà di un privato, è invasa dai piccioni e, come è facile intuire, versa in condizioni igieniche precarie. Sempre in via Dante c'è anche il palazzo di proprietà della Telecom, che nonostante non sia più sede di uffici, in alcune stanze ospita ancora alcune centrali indispensabili al corretto funzionamento delle linee telefoniche del centro città.
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