Teatro, per i sindacati rimane prioritario stabilizzare i precari
Appello al consiglio di amministrazione guidato da Buscemi «Trasformiamo la struttura in una Casa della cultura»
CASCINA. «La nomina del nuovo consiglio d’amministrazione della Fondazione Sipario Toscana Onlus non deve far dimenticare che esiste un pubblico affezionato al teatro cascinese. Tenerne conto nella programmazione della stagione 2016-17 ci sembra quanto mai opportuno non operando stravolgimenti per valorizzare invece il lavoro svolto costruendo anche nuove relazioni».
È quanto affermano i sindacati dopo le polemiche sui conti (in rosso) del teatro di Cascina e sulle scelte da compiere per il futuro. A partire dalla conferma dei contratti dei precari. Le organizzazioni dei lavoratori si rivolgono direttamente ai nuovi vertici del teatro - Andrea Buscemi, presidente, e Matteo Arcenni, vice - i quali sono stati nominati dalla sindaca Ceccardi dopo le dimissioni di Michelangelo Betti e Fabiano Martinelli.
Teatro bene comune. «Non siamo interessati ad entrare in una velenosa polemica costruita su personalismi e su interessi partitici - dicono le organizzazioni sindacali - Ci interessa invece entrare nel merito dei futuri assetti del teatro per rafforzare questa istituzione pubblica. La querelle dimentica che il teatro è un bene comune di proprietà pubblica e tale deve restare lasciando fuori vendette politiche e personalismi».
Debiti e cattiva gestione. Negli ultimi anni - sottolineano i sindacati - «sono stati accumulati debiti, le gestioni passate non sono certo immuni da responsabilità, cattiva gestione dei fondi e della struttura. Consapevoli tuttavia che le attività culturali, come quelle sociali, sanitarie ed educative, non debbano essere subalterne a logiche di profitto, in nome delle quali si operano tagli considerevoli, la struttura che ospita il teatro può essere utilizzata in maniera condivisa e con un ritorno per tante associazioni: potrebbe sorgere una Casa della cultura, capace di accogliere l'Università della terza età.
Licenziamento e mancate conferme. «Non abbiamo lesinato - aggiungono i sindacati - critiche alla gestione di Michelangelo Betti (ex presidente) e al suo entourage: il licenziamento di un tecnico (con una causa ancora in tribunale), la mancata conferma di alcuni contratti a tempo, solo perché considerati “non vicini” al cda, la mancata stabilizzazione di chi da anni opera con contratti precari, hanno rappresentato un grave errore».
Le priorità. Secondo i sindacati, «il nuovo consiglio di amministrazione non può dimenticare alcune priorità che ci permettiamo di sintetizzare in alcuni punti: valorizzare lo spazio attuando le proposte sopra evidenziate; rispettare il contratto nazionale, soprattutto quell'articolo 39 disatteso nel silenzio assenso del sindaco Antonelli. Tutto ciò comporta coinvolgere il sindacato e i lavoratori (quelli di ruolo e i precari per i quali è prioritaria la conferma) nella programmazione e nella gestione del personale, dei servizi, delle attività culturali». Per i sindacati, occorre anche «un coinvolgimento maggiore della Fondazione Sipario nelle attività culturali del territorio a partire dai progetti nelle scuole».
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