Il presidio
Cinghiali, i danni ai campi costano 150mila euro
Allarme degli agricoltori in Valdera contro la legge per l’abbattimento degli ungulati. La Cia: «Situazione preoccupante. Lo stallo rischia di portare al fallimento»
PONTEDERA. Ammontano a 150mila euro i danni provocati dai cinghiali che l’Ambito territoriale di caccia (Atc) ha rimborsato agli agricoltori nel 2015. Un dato emerso dalle perizie disposte proprio dall’Atc sulla base delle segnalazioni ricevute da chi, ogni giorno, si ritrova a prendere atto di un problema che la Confederazione italiana agricoltura (Cia) chiede di risolvere.
La discussione ruota attorno alla Legge obiettivo che la Regione ha messo a punto per la riduzione della fauna selvatica in Toscana. «Dopo quasi sei mesi dalla sua approvazione, la situazione è molto preoccupante - si legge in un comunicato - Soprattutto sull’avvio della caccia di selezione, l’attuazione della legge obiettivo è una vera corsa ad ostacoli, che rischia di portare al fallimento». La proposta della Cia è di «intervenire subito con determinazione, anche perché il problema nella nostra zona è molto grave - dice Giovanni Vezzosi che per Cia segue in Valdera la caccia - La proposta si articola in cinque azioni immediate: superare lo stallo degli ambiti territoriali di caccia, dando subito piena legittimità di governo degli ambiti agli amministratori. Accelerare nel frattempo la ridefinizione degli Atc, mantenendo l’impianto della legge di riordino, coniugato con il riconoscimento, per alcune aree, del criterio di omogeneità territoriale. Potenziare le attività di controllo superando le lungaggini procedurali che ne rendono difficile l’attuazione e concludere il percorso di definizione delle aree non vocate, che debbono comprendere, come prevede la legge, tutti i territori agricoli potenzialmente a rischio di danni».
In più sarebbe fondamentale, secondo Vezzosi, «proseguire l’azione di allargamento della caccia di selezione, indispensabile strumento da affiancare alla caccia programmata ed agli interventi di controllo e intervenire con decisione per garantire agli agricoltori il giusto risarcimento dei danni».«Dal novembre 2014 diciamo che non si tratta di calamità naturale, ma di emergenza istituzionale – conclude Stefano Berti, direttore di Cia Pisa – La Regione deve trovare la forza e la determinazione necessarie per riprendere il controllo del territorio. Noi agricoltori saremo al fianco delle istituzioni, se sapranno operare per la salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura».
Insomma, non importa come, ma risolvete il problema. Questo è il messaggio che la Confederazione italiana agricoltori lancia alla Regione anche alla luce degli abbattimenti di ungulati iniziati in provincia dalla fine di luglio che, per esempio, in Valdicecina ha portato alla soppressione di 50 animali. Probabilmente è ancora presto per capire gli effetti di questa operazione, ma resta il fatto che gli agricoltori hanno una necessità immediata di trovare una soluzione. «Il problema è serio - aggiunge Berti - perché sul fronte dei danni alle coltivazioni c’è da registrare anche che molti imprenditori non presentano più neppure la richiesta di risarcimento, visto che devono affrontare una infinita serie di lungaggini burocratiche».
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