Caccia alla banda del carro attrezzi
Specializzata in furti ai bancomat, si muove in Italia centrale
PONTEDERA. I carabinieri non escludono che i malviventi che l’altra notte hanno fallito l’assalto allo sportello bancomat della Banca Popolare di Lajatico al Romito di Pontedera possano essere collegati, in qualche modo, alla banda che nei mesi scorsi ha imperversato in Valdera commettendo furti analoghi.
Così ritornano i sospetti su possibili collegamenti tra stranieri che vivono nei campi rom di Pisa, Livorno e nella provincia di Lucca, e altri loro connazionali che risiedono nei campi rom di Roma e provincia. Ad ipotizzare questo avevano portato le prime indagini sui numerosi assalti ai bancomat, effettuati nella nostra provincia con il carro attrezzi usato per agganciare e trascinare via la cassa dei bancomat. Al Romito i ladri erano almeno quattro, secondo i carabinieri. Erano sei secondo i racconti dei cittadini. Le telecamere della banca non hanno ripreso molto dell’assalto fallito. Tuttavia le immagini sono state acquisite dai carabinieri della compagnia di Pontedera che lavorano alle indagini insieme ai colleghi del reparto investigativo del comando provinciale dell’Arma.
I banditi hanno sfondando la vetrata dell’istituto credito (già preso di mira per rapine) senza riuscire però ad agganciare la cassaforte e sradicarla. Il fragore dei vetri in frantume ha svegliato i residenti della zona che si sono affacciati alle finestre mettendo in fuga i malviventi. I banditi erano incappucciati, indossavano felpe e passamontagna. Alcuni cittadini li hanno visti agitarsi in mezzo alla strada. Li descrivono come giovani, dalla corporatura esile che parlavano una lingua straniera, incomprensibile per la gente che li ha sentiti urlare mentre organizzavano la fuga.
Le indagini riportano sulle stesse strade che i carabinieri stavano percorrendo prima dell’arresto effettuato lo scorso aprile, sempre dopo un tentato assalto al bancomat. La banda che assalta i bancomat con il carro attrezzi. Era pronta a farlo a Sesto Fiorentino, ai danni di un’agenzia della ex Banca Toscana. A fare saltare il piano dei ladri intervennero - a metà aprile - i carabinieri del nucleo investigativo di Pisa e quelli di San Miniato. Uno dei malviventi venne a arrestato: Roland Selimovic, romano di origine sinti, con un lungo curriculum di precedenti penali per reati contro il patrimonio. Le indagini erano arrivate alla svolta dopo il furto con spaccata messo a segno ai danni della Cassa di Risparmio di Volterra in viale Marconi a San Miniato la notte del 7 aprile. Furto da 18mila euro, più tutti i danni causati alle strutture. I complici non sono stati ancora identificati.
Dopo alcuni mesi di “silenzio”, almeno nella nostra provincia, potrebbero avere deciso di tornare a colpire. È una prima ipotesi. O forse qualcosa di più, anche se i carabinieri per non compromettere il loro lavoro non si fanno sfuggire una parola.
Certo è che l’arrestato in aprile, per cercare di non restare troppo a lungo in carcere, dopo avere fatto arrivare un avvocato di fiducia da Roma, si era offerto di pagare i danni al proprietario di un’auto rimasta danneggiata durante il furto poi fallito.
Sabrina Chiellini
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