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Pontedera

È tramontato il progetto di un nuovo Penny Market

È tramontato il progetto di un nuovo Penny Market

La struttura avrebbe dovuto portare un centinaio di posti di lavoro a San Donato ma dal colosso della catena di discount non sono più arrivate notizie al Comune

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SAN MINIATO. Sembra tramontare il progetto del nuovo magazzino Penny Market previsto a San Donato. A quasi un anno dall'approvazione del regolamento urbanistico di San Miniato, che ha previsto la nuova area di espansione a destinazione logistica, il colosso tedesco della celebre catena di discount non è più tornato a farsi vivo dalle parti della città della Rocca. Un silenzio che sembra indicare una rinuncia, almeno da parte della catena Penny Market, anche se l'area resta ovviamente disponibile per altri privati decisi ad investire su San Donato. Il tutto, però, a patto che il collaudo della cassa d'espansione di Roffia permetta di rivedere al ribasso la pericolosità idraulica dall'area.

È questo il quadro della situazione su un tema che un anno fa, alla vigilia del via libera al nuovo piano regolatore, aveva infiammato il dibattito politico sanminiatese, tra chi sosteneva la bontà del progetto, destinata secondo i sostenitori a portare un centinaio di posti di lavoro, e chi dall'altro lato la bollava come l'ennesima cementificazione a pochi passi da un'area già fortemente compromessa dagli scheletri incompiuti dell'interporto.

La nuova area di espansione, che aveva attirato l'interesse di Penny Market, si trova infatti proprio di fronte all'attuale zona logistica: in tutto 7,5 ettari (destinati in gran parte a parcheggio ed aree di carico e scarico), nel grande spazio compreso tra la ferrovia e la Bretella del Cuoio. Per la sua realizzazione, Penny Market si era anche resa disponibile a costruire una serie di opere "compensative" a servizio dei cittadini di San Donato. A scoraggiare il colosso tedesco, però, sembrano essere state soprattutto le complicazioni dettate dal livello di pericolosità idraulica, così come indicato dal Genio Civile un anno fa, alla vigilia dell'approvazione del regolamento urbanistico, attraverso prescrizioni che, alla fine, avevano costretto a condizionare la realizzazione del magazzino all'eventuale riduzione del rischio idraulico ottenuta con la cassa d'espansione di Roffia. Cassa che attende gli ultimi lavori prima del collaudo.

«In quest'anno - conferma il sindaco Vittorio Gabbanini - l'azienda con noi non si è fatta più sentire. Ad ogni modo abbiamo approvato una previsione che manteniamo: se ci sarà l'opportunità di fare un intervento che porterà lavoro e sviluppo per il nostro territorio ovviamente la sosterremo. Se non sarà il Penny sarà comunque qualcun altro, perché credo che quell'area sia troppo appetibile».

Sul problema della cassa di Roffia, Gabbanini confida in un collaudo entro la fine dell'anno: «Gli ultimi lavori, finanziati con fondi regionali, partiranno a breve».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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