Il presidio
Per l’isolotto pericoloso nessuna traccia di lavori
Timori a San Donato: erano stati annunciati interventi entro luglio «Sembra che la tragica alluvione del 1966 non abbia insegnato niente»
SAN MINIATO. Da due anni tecnici ed esperti concordano almeno su un punto: quello della vegetazione, con la necessità di abbattere le grosse piante che si innalzano per metri sopra alle sponde e sul celebre isolotto. Da allora sono passati due inverni e un'infinità di parole, ma la situazione dell'Arno fra San Donato e Santa Croce è ancora al punto di partenza, con lo smottamento che si è "mangiato" una fetta dell'argine e il famigerato isolotto ancora carico di piante. A riaccendere l'attenzione sul caso è Renzo Carrai, residente a San Donato, attraverso una lettera aperta nella quale esprime tutta la preoccupazione e l'amarezza per quello che definisce «un pericolo sottovalutato».
«L'alluvione del 1966 sembra non abbia insegnato niente - scrive Carrai -. Ed è proprio pensando a quella tragedia che sento la necessità di rendere pubblica una vicenda che, in tutta la sua gravità, dimostra quanto sia verosimile che un giorno tutto possa ripetersi. È vero che all'epoca l'alluvione arrivò a Santa Croce perché il fiume "strappò" in un altro San Donato nel comune di Santa Maria a Monte, ma è altrettanto vero che se non si fossero rotti gli argini in quel punto, probabilmente la nostra zona sarebbe stata destinata a subire la stessa tragica sorte».
«Da allora - aggiunge Carrai - qualcosa è stato anche fatto per tentare di scongiurare un simile evento, ma l'Arno continua ad essere una seria minaccia, specialmente in quei tratti dove il degrado, l'incuria, la mancata manutenzione e una latitante politica idrica hanno contraddistinto gli anni che ci separano dal '66».
La dimostrazione, secondo Carrai, sta proprio nei problemi che da anni caratterizzano il tratto di San Donato, con lo smottamento dell'argine in prossimità del ponte e la folta vegetazione cresciuta sull'isolotto al centro del fiume, «che concorrono sistematicamente - dice - all'aggravarsi dello smottamento». Una situazione denunciata più volte.
«Anche il Comune - afferma Carrai - è stato preso in giro a più riprese. Ad oggi sappiamo solo che la Regione ha stanziato circa 70mila euro per uno studio sul tratto interessato. Nell'ultima Consulta, l'assessore ai lavori pubblici disse che entro luglio 2016 sarebbero stati fatti almeno i lavori per l'abbattimento degli alberi sull'isolotto. Manca una settimana ed è un po' poco per mantenere la promessa. Credo che sia arrivato il momento di smetterla con la solite cose all'italiana, dov'è impossibile trovare un responsabile e dove bisogna aspettare che avvenga una tragedia per trovare i soldi».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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