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In Australia ritrova il pilota salvato dai nonni
Studente e consigliere comunale abbraccia l’ex aviatore della Raf che precipitò a Casciana
CASCIANA TERME. Potrebbe sembrare la trama di un film. Invece è una storia vera, dei nostri giorni, un legame che unisce un ex pilota d’aerei australiano, un signore che oggi ha 95 anni, e una famiglia di Cascina, impegnata al fianco dei partigiani e che durante la guerra era fuggita sulle colline di Sant’Ermo, un paese che oggi fa parte del comune di Casciana Terme Lari. Un legame che lo scorrere del tempo ha mantenuto saldo, tanto che Francesco Bertelli, studente universitario, da poco eletto in consiglio comunale a Cascina nella lista del Pd, è tornato dall’Australia dove ha incontrato quel pilota, Stan Donnellan, che il suo bisnonno Angiolino, insieme alla moglie Cesira, aveva salvato dai tedeschi.
Donnellan era un membro del 232° squadrone della Raf (Royal Air Force). L'11 giugno 1944 la sua squadra fu inviata a fare da scorta ad alcuni bombardieri leggeri che dovevano attaccare un ponte in Italia (e che distrussero). Lo scopo dell'attacco era di rallentare la divisione Hermann Goering, che si muoveva lungo la costa occidentale nel tentativo di rafforzare la Wehrmacht, che si stava comunque ritirando di fronte alla pressione di americani e neozelandesi. Durante la missione l’aereo di Donnellan precipitò e il pilota, riuscito a mettersi in salvo, venne accolto dai Bertelli: Angiolino, sua moglie Cesira, le figlie Liviana e Clara ed i figli Giorgio, Renzo e Brunero. Donnellan rimase con i Bertelli per circa 5 settimane.
Un grave rischio per tutti, specie se i tedeschi avessero saputo che il pilota era lì. «Per me ci sarebbe stato il campo di prigionia. Per loro chi lo sa?», si è detto tante volte l’australiano che ha conservato intatto il ricordo di questa famiglia, anche se negli anni, per una serie di strane coincidenze, non era più riuscito a mettersi in contatto con loro. Idem per i Bertelli che non avevano notizie di Donnellan dal 16 agosto 1944.
«Di lui c’era un biglietto con l’invito a restare in contatto – racconta Francesco – che però non era stato ben compreso. Il cognome era stato letto in maniera sbagliata e così ogni ricerca era risultata vana».
La svolta a novembre 2015. Francesco, sempre sulle tracce del pilota, ha trovato un articolo su internet in cui si parlava dell’ex pilota e dei suo 70 anni di matrimonio. Era sicuramente quel Donnellan del quale il padre e il nonno gli avevano parlato. «Gli ho scritto – racconta Bertelli – e in poco tempo siamo riusciti a ricostruire quel legame che sembrava spezzato». Non solo: l’anziano Donnellan ha voluto abbracciare il giovane Bertelli. Lo ha invitato a Sydney in Australia. Gli ha regalato il biglietto dell’aereo e lo ha ospitato a casa. «Un bellissimo momento – racconta Francesco – I giornali ne hanno parlato. Devo dire che anch’io ho creduto molto in questo legame, ho fatto di tutto per rintracciare Donnellan e finalmente sono riuscito a conoscerlo, orgoglioso della mia famiglia e di quell’aiuto che grazie ai miei bisnonni ha potuto avere».
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