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«Questa Unione costa troppo» Ponsacco dice addio

«Questa Unione costa troppo» Ponsacco dice addio

La sindaca Francesca Brogi spiega le ragioni del divorzio L’avere messo insieme i servizi non ha fatto risparmiare

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PONSACCO. Il Comune di Ponsacco lascia l'Unione dei Comuni della Valdera. L’Unione non fa risparmiare. In una lunga lettera, Francesca Brogi, sindaca della cittadina del mobile, spiega le ragioni di questa scelta. «La nostra proposta, esposta in consiglio comunale e inviata allo stesso presidente dell’Unione già nel mese di marzo scorso, è stata una proposta di rilancio dell’ente alla luce delle novità emerse». Secondo Brogi c’era la necessità di creare una Unione più leggera e meno costosa, alla luce dei continui tagli agli enti locali e del netto ridimensionamento del numero dei comuni aderenti all’Unione stessa, passati in pochi anni da 15 a 8. «Nessuna delle nostre proposte di rivisitazione dell’ente è stata accolta e alla fine abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza di una Unione che non voleva essere cambiata e per questo abbiamo deciso di fare un passo indietro».

Ponsacco non risparmia. «Spesso abbiamo riscontrato un aumento della spesa e quando questo aumento è di circa 200.000 euro l’anno è evidente che qualcosa non va e che un sindaco non può che chiedere un cambio di passo». L’attacco è chiaro: «Sono convinta che un nuovo modo di fare politica passi anche da qui e questo mi aspetterei dal mio partito. D’altra parte a tutti coloro che preferiscono parlare di campanilismo, vorrei domandare se è più campanilista chi ad oggi, come il comune di Ponsacco, è in forte credito nei confronti dell’Unione oppure chi è stato costretto a rateizzare un debito maturato nel tempo». Allo stesso modo, mi chiedo dove sta il campanile: dalla parte di chi gli accordi stipulati li ha sempre rispettati o dalla parte di chi, quando si è trattato di trasferire servizi in altri territori, in virtù dell’eccellenza che rappresentavano, ha opposto tutte le resistenze possibili; come nel caso della nascita del centro intercomunale di Protezione civile dell'Unione a Ponsacco?» D’altro canto, se proprio i comuni più piccoli (quelli che a rigor di logica hanno più bisogno dell’Unione) sono già usciti, «forse davvero qualcosa non ha funzionato. Non si tratta di dividerci tra favorevoli e contrari al modello dell’Unione dei comuni, non sono questi i termini della questione. Del resto siamo tutti sindaci di territori che quella Unione l’hanno fondata e da sempre ci hanno creduto. Quanto piuttosto di fare una seria riflessione per capire che cosa non ha funzionato e perché siamo giunti a questo punto. Io alcune risposte ce le ho, ma sono le mie e certo sarò ben felice di poterne discutere. Credo che compito di un partito serio e innovatore consista anche in questo: analizzare seriamente che cosa è successo e perché, ascoltando attentamente le voci di tutti i soggetti coinvolti». Il 28 luglio in consiglio comunale la sindaca porterà l'atto di separazione. Mentre alcuni colleghi di partito, il Pd, della sindaca sono in polemica con lei, il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, invita alla riflessione. «Quando Ponsacco avrà formalmente sancito la sua uscita e negli altri Comuni il dibattito avrà trovato un suo punto di approdo, dobbiamo provare a (ri)tessere le fila del dialogo che stavolta dovrà poggiare su elementi totalmente nuovi».

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di Redazione web