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La Regione blocca gli aiuti per la morosità incolpevole

La Regione blocca gli aiuti per la morosità incolpevole

CASCINA. La Regione taglia i fondi per dare la possibilità ai Comuni di aiutare le famiglie in difficoltà a pagare gli affitti. E chi colpisce? I capoluoghi di provincia e i centri ad alta densità...

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CASCINA. La Regione taglia i fondi per dare la possibilità ai Comuni di aiutare le famiglie in difficoltà a pagare gli affitti. E chi colpisce? I capoluoghi di provincia e i centri ad alta densità abitativa. La giunta regionale con la delibera 664 approva la ripartizione del fondo regionale per la prevenzione dell'esecutività degli sfratti per morosità incolpevole, in cui appaiono esclusi i capoluoghi di provincia e i comuni con alta tensione abitativa.

«I fondi nazionali per la gestione delle morosità incolpevoli sono insufficienti, coprono solo il 25% del fabbisogno del nostro Comune. Chiediamo alla Regione di rivedere la delibera inserendo anche i capoluoghi di provincia e i comuni con tensione abitativa, perché ciò che è stato destinato dal Mit è insufficiente. Visto che la Toscana sta dando ospitalità gratuita a 9.315 migranti, impegnando una spesa di circa 326.025 euro al giorno, solo per vitto e alloggio, gli stessi importi li chiediamo per la nostra gente», così dicono gli assessori alla casa del Comune di Cascina e di Arezzo che lavorano di pari passo per affrontare la questione.

«La Giunta regionale al posto di ostracizzare i comuni più bisognosi degli interventi sulle politiche abitative e in particolare in cui si registra una forte tensione sociale, caratterizzata da picchi di sfratti per morosità incolpevole ed emergenza abitativa, dovrebbe investire ancora di più in tali realtà per potenziare il sistema di Welfare del nostro territorio».

Gli assessori comunali dei due centri chiedono alla giunta regionale di rivedere la delibera.

In consiglio regionale sarà presentata un’interrogazione della Lega per «capire il motivo che ha spinto la Giunta ad escludere gli enti locali più bisognosi di tali contributi aggiuntivi: i capoluoghi di provincia e i comuni con tensione abitativa, come Cascina», conclude Edoardo Ziello, assessore al Welfare di Cascina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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