Maleodoranze a Castelfranco, i cittadini chiedono aiuto all’Arpat
Numerose le segnalazioni dei residenti nella zona vicina all’Arno, al confine con Montopoli «È un odore acre che si attacca alla gola, come se fosse ammoniaca». In corso gli accertamenti
CASTELFRANCO. Piomba dentro le case nel cuore della notte. Entra dalle finestre, si infila nelle narici e si attacca alla gola, facendola bruciare fino a togliere il sonno. È l'ultima frontiera del problema maleodoranze che coinvolge ancora una volta le famiglie di Castelfranco. Non più, però, quelle che vivono a nord del capoluogo, nei pressi della Francesca Bis, ma piuttosto quelle più vicine al corso dell’Arno, a poche centinaia di metri dal fiume e quindi dal confine con i Comuni di Montopoli e San Miniato.
L'area più colpita, stavolta, sarebbe quella di via Dei Tavi, dove la signora Elisa Stefani racconta di un problema che ormai si ripete quasi ogni notte da circa un mese. «Da quando ha smesso di piovere a giugno - dice - non si dorme più: la notte ci svegliamo con la gola che brucia e sembra di affogare». Una segnalazione che sarebbe condivisa anche da tutti i vicini che vivono nello stesso caseggiato di via dei Tavi. Cittadini allarmati e preoccupati da un fenomeno diverso dal solito. «Non si tratta - riprende la donna - del classico puzzo di conceria a cui ormai siamo abituati. È piuttosto qualcosa di acre, che si attacca alla gola e la fa frizzare, come se fosse ammoniaca. E quando ti entra in casa non ce lo togli più fino al mattino». Il fenomeno si verificherebbe soprattutto fra le 4 e le 6, a eccezione del sabato e della domenica. «Soprattutto quando sentiamo il rumore del treno, portato dal vento, dall'altra parte dell'Arno - dice Stefani - automaticamente la notte veniamo svegliati da questo odore. Quando invece la brezza soffia nella direzione opposta allora possiamo dormire anche con le finestre aperte».
Circostanze che hanno portato Stefani e gli altri residenti di via dei Tavi a puntare l'attenzione soprattutto dall'altra parte dell'Arno, convinti che quell'odore sgradevole arrivi da San Romano o dalle sue vicinanze. Il problema, del resto, è stato segnalato più volte anche al dipartimento Arpat di Pisa, da parte di Stefani e di altri cittadini, che nelle scorse settimane hanno avuto anche la visita di un tecnico sul posto, chiamato ad indagare sulla possibile fonte del fenomeno. L'ultima segnalazione ad Arpat risale allo scorso venerdì. Da parte dei cittadini, il dito viene puntato soprattutto contro il depuratore Cuoiodepur di San Romano, che negli anni è più volte finito al centro di ripetute polemiche sulle maleodoranze. Il fatto, tuttavia, che possa trattarsi di una sostanza contenente ammoniaca, secondo Arpat, sembrerebbe allargare il campo ad altre ipotesi. Dagli uffici di Arpat, per il momento, confermando di aver ricevuto numerose segnalazioni, spiegano di aver avviato le necessarie verifiche. «Sono in corso accertamenti - dicono - sia al depuratore stesso sia in altre aziende della zona». Giacomo Pelfer
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