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Stasera la cerimonia del Premio letterario Pozzale Luigi Russo
La 64ª edizione del Premio letterario Pozzale Luigi Russo regalerà come sempre momenti di riflessione e approfondimento sui temi delle tre opere che hanno vinto il riconoscimento. La cerimonia di...
La 64ª edizione del Premio letterario Pozzale Luigi Russo regalerà come sempre momenti di riflessione e approfondimento sui temi delle tre opere che hanno vinto il riconoscimento. La cerimonia di consegna dei premi, guidata da Renzo Boldrini di Giallo Mare Minimal teatro, è stasera alle 21.30, al Chiostro degli agostiniani nel centro di Empoli. Saranno premiati Gianni Celati con “Studi d'affezione per amici e altri” (Macerata, Quodlibet, 2016); Alessandro Leogrande con “La frontiera” (Milano, Feltrinelli, 2015); e Simona Vinci con “La prima verità” (Torino, Einaudi, 2016). Fino al 24 luglio in mostra al Chiostro degli agostiniani tutti i libri premiati dal 1948 al 2015. Un modo per ripercorrere la storia del premio attraverso una galleria di volumi vincitori e di documenti, è come ripercorrere la storia del nostro paese: lotte, ideali, aspirazioni, contrasti, disillusioni dall'immediato dopoguerra fino agli anni di piombo; dagli anni '80 e '90 fino a disegnare i contorni delle grandi problematiche poste dall'attuale panorama. La galleria di immagini e di libri, che ricorda anche le prime opere, prosegue non solo idealmente nella biblioteca, dove è allestita una vetrina tematica dedicata all'ultima edizione del Premio. Il premio, nato dai comuni intenti di intellettuali e operai, ha potuto contare sull'attenzione ed il rispetto di grandi personalità del mondo culturale, annoverando nella giuria oltre a Luigi Russo, negli anni Sibilla Aleramo, Romano Bilenchi, Cesare Luporini, don Ernesto Balducci, Cesare Garboli, Adriano Prosperi; ciascuno ha contribuito a determinarne la storia e gli orientamenti. Ma la storia del Pozzale non è stata costruita solo dai grandi nomi. Il Premio, prima ancora che delle istituzioni politiche, che nel tempo ne hanno assunto l'onere organizzativo e finanziario, porta l'impronta indelebile dei fondatori, del comitato organizzatore, dei volontari che promuovevano la colletta del grano per raccogliere fondi da destinare al Premio. Ancora colpisce nelle foto storiche la partecipazione del pubblico, il desiderio di confronto e di approfondimento, di promuovere lo sviluppo culturale dell'individuo nel suo contesto collettivo.
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