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Il degrado abita in via Genovesi

Il degrado abita in via Genovesi

Crollato il tetto nel capannone che era sede dell’associazione La Racchetta

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CASCINA. La vecchia falegnameria dismessa che era stata salvata dal degrado grazie ai volontari dell'associazione "La Racchetta" di Cascina è tornata ad essere un luogo abbandonato e frequentato da senzatetto. L’immobile, fino a quasi un anno fa, ha ospitato in comodato d’uso gratuito la sezione di Cascina dell’associazione che opera nel settore della protezione civile.

800 metri quadri di superficie coperta e un ampio piazzale che fino a quel momento erano stati nel totale abbandono vennero puliti e restituiti a nuova vita. Ma ora di questi lavori per migliorare l’area non è rimasta traccia. Il tetto del capannone è crollato per ampi tratti e il giardino viene usato come una discarica per rifiuti e materiali inerti. Nonostante ci sia una situazione di grande pericolo, persone senza una casa continuano a frequentare il capannone dismesso, che ormai è anche pericolante in alcune parti.

Il giardino che fino al 2013 era diventato un luogo quasi impenetrabile, piano piano è diventato facile preda delle erbacce.

La convivenza tra i residenti di via Genovesi e questi spazi non sempre è facilissima. Il giardino, oltre da persone che non hanno una dimora, è “abitato” da insetti e topi che creano una situazione di disagio anche per chi si trova ad abitare nella zona.

A questo punto per il vecchio capannone si pone un problema di sicurezza. Entrare in questa proprietà privata è abbastanza facile e, se il tetto dovesse franare ancora, c’è il rischio che qualcuno possa restare ferito. Già il primo cedimento c’è stato quando ancora La Racchetta aveva in uso l’edificio: in quell’occasione i detriti erano caduti sulle auto.

Nel frattempo l’associazione si trova a operare in un spazio abbastanza ridotto, senza un parcheggio all’aperto dove poter lasciare i mezzi che devono essere sempre pronti a partire, in modo particolare d’estate quando è maggiore il rischio degli incendi.

Insomma, si è creata una situazione che andrà in qualche modo gestita - fanno notare alcuni cittadini - a cominciare dal problema della sicurezza dell’edificio, considerati i rischi di nuovi crolli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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