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Don Zauker Show dedicato al caso del crocifisso

CASCINA. La decisione della sindaca Susanna Ceccardi di riappendere il crocifisso nel proprio ufficio e in tutti gli edifici e scuole cascinesi continua a fare discutere. Ora, dopo l'intervento di...

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CASCINA. La decisione della sindaca Susanna Ceccardi di riappendere il crocifisso nel proprio ufficio e in tutti gli edifici e scuole cascinesi continua a fare discutere. Ora, dopo l'intervento di Emiliano Pagani, autore con i disegni di Daniele Caluri del noto personaggio satirico-religioso Don Zauker, il dibattito potrebbe anche lasciare la rete ed irrompere nella vita di tutti i giorni. Da un post apparso sulla pagina Facebook del fumettista livornese, infatti, è nata l'idea di mettere in scena a Cascina il "Don Zauker Talk Show": lo spettacolo con protagonista il cinico prelato sempre al limite tra il sacro e il profano, pubblicato inizialmente sulle colonne del Vernacoliere.

Emiliano Pagani, parlando della scelta della Ceccardi e parafrasando i ghostbusters, fa dire al noto personaggio: "C'è qualcosa di strano nel quartiere... Chi chiamerai? Don Zauker"; e nell'intestazione del suo intervento chiede uno spazio per l'organizzazione della serata. Con una nota il fumettista chiarisce le ragioni del suo intervento: «Non sta a noi organizzarla - dice riferendosi alla serata - noi ci mettiamo a disposizione di chi volesse farlo. C'è bisogno di ribadire e difendere la laicità e la libertà di pensiero, ora più che mai».

La scelta di Emiliano Pagani è presto spiegata: «Niente contro i crocifissi - continua - purché restino nelle chiese e non negli uffici pubblici. E non stiamo parlando di oggetti di arredo, ma di rimarcare un territorio che deve essere di tutti e non di alcuni».

Per Michelangelo Betti, ex segretario comunale del Pd, il crocifisso in municipio è la frattura con secoli di storia della comunità. «Una frattura che pare prodotta in maniera del tutto inconsapevole, a giudicare dai ragionamenti che sostengono questa scelta. A Cascina la "torre" del comune è quella civica, non il campanile della chiesa. Siamo di fronte a un percorso avviatosi sin dall’epoca medievale. Lo specchio di un modo di pensare che si è sempre ispirato a "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" (e con questo cito il Vangelo). Dunque, per Betti, «era un errore in passato, lo è ancor di più in un’epoca complessa come questa».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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