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Arrestato albanese latitante dopo un sequestro di persona

Dritan Bakalli, il latitante albanese
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Dritan Bakalli, il latitante albanese

L'uomo, che viveva a Pontedera, deve scontare condanne per circa 27 anni di reclusione per sequestro di persona a scopo di estorsione, tentato omicido, violazione delle norme sulle sostanze stupefacenti

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PONTEDERA. La polizia ha arrestato un latitante albanese che viveva in provincia di Pisa. E' una storia lunga quello che lo riguarda iniziata quanto tre albanesi  Dritan Bakalli,  Emilijano Voja, e Agron Leba,  sotto la minaccia di una pistola sequestrarono a Pisa, nei pressi dell’ex supermercato Standa di Pisa il loro connazionale Durim Grami, e, dopo averlo condotto nei boschi delle colline livornesi, con una catena lo legarono per il collo ad un albero, sottoponendolo a ripetute sevizie. Dalle indagini emerse fin da subito che i tre erano persone conosciute dagli uffici di Polizia per essere dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti e pertanto venne appurato che quanto avvenuto era legato ad un regolamento di conti.

Grami, seppur controllato a vista da uno dei due sequestratori, dopo due giorni di prigionia, riuscì a fuggire nel bosco, venendo, però, raggiunto dal suo carceriere Bakalli ed accoltellato al collo e alla schiena. Ciò nonostante l'uomo riuscì a guadagnarsi la fuga, accoltellando a sua volta il sequestratore che rimase ferito all’addome.

Le immediate indagini svolte dalla Squadra Mobile di Livorno, insieme con la Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Pontedera, permisero di identificare i sequestratori, tutti residenti in provincia di Pisa, individuando anche i luoghi della prigionia, all’interno di un fitto bosco sulle colline livornesi, a circa mezz’ora di cammino dalle ultime abitazioni che si trovano in località La Puzzolente (Livorno). Lì vennero trovati resti del bivacco, una scarpa del sequestrato, nastro adesivo, la catena con lucchetto usata per tenere incatenato il sequestrato e il giacchetto di uno dei sequestratori.

La Procura di Livorno, dopo le prime indagini, trasferì il fascicolo processuale, per motivi di competenza territoriale, a quella di Pisa, che, a sua volta, lo ritrasferì dopo altre accurate indagini, anche di natura tecnica, svolte dal Commissariato di Pontedera, alla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze che ha continuato l’attività investigativa giungendo a tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere per Bakalli, Leba e Voja.

A luglio.2008 furono rintracciati e portati in carcere da agenti del Commissariato di Pontedera e da quelli Squadre Mobili di Livorno e Firenze Leba e Voja. Mentre si rese irreperibile Bakalli.

Lo scorso aprile, al termine di complesse e articolate attività info-investigative avviate tra il Commissariato di Pontedera in sinergia con personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale Polizia Criminale, è stato localizzato ed arrestato dalle forze di Polizia albanesi il latitante Bakalli. L’uomo, fermato all’aeroporto di Rinas (Albania), si era rifugiato in patria poiché ricercato in campo internazionale in quanto destinatario di provvedimento di unificazione di pene concorrenti e ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Firenze per l’espiazione della pena di 27 anni e mesi 5 di reclusione per sequestro di persona a scopo di estorsione, tentato omicido, violazione delle norme sulle sostanze stupefacenti e altro. L’intenso scambio informativo tra gli investigatori del Commissariato di Pontedera, tramite lo Scip, e gli omologhi uffici di Polizia albanese raccordati dall’ufficiale di Collegamento Italiano a Tirana hanno permesso la localizzazione e l’arresto del latitante. Le procedure estradizionali di consegna verso l’Italia sono già state avviate.

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