Il Tirreno

Pontedera

Geofor, i grillini contestano l’impianto dell’organico

La raccolta dei rifiuti organici è al centro di una polemica politica
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La raccolta dei rifiuti organici è al centro di una polemica politica

Martedì 21 giugno i consiglieri regionali Cinque Stelle incontrano i cittadini al Poliedro. "Grave non aver presentato la Valutazione d’impatto ambientale per il progetto"

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PONTEDERA. Il comitato “No biogas” sembra fare sul serio rispetto alla costruzione dell’impianto per il trattamento dell’organico a cui sta lavorando Geofor ormai da anni. Martedì 21 giugno alle 21,30, infatti, è in programma un incontro al centro Poliedro di Pontedera, in cui saranno presenti i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle, Giacomo Giannarelli, Irene Galletti ed Enrico Cantone. Un appuntamento per illustrare "le criticità dell' impianto", ma anche "alcune delle alternative disponibili" per decidere "insieme ai cittadini che vorranno intervenire ed impegnarsi con noi le strategie da mettere in campo". Ma l’offensiva dei “grillini” comprende anche la Valutazione d’impatto ambientale (Via), di cui si è parlato poche settimane fa. Dopo un primo comunicato del comitato, in cui si diceva proprio che il progetto non era stato sottoposto a Via, il presidente di Geofor, Paolo Marconcini spiegò che l’impianto era oggetto di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), "un metodo più stringente della Via per valutare l’impatto dell’impianto sull’ambiente", spiego l’ex sindaco di Pontedera.

Galeotta fu la Via. "Marconcini dice che la Valutazione d'impatto ambientale verrà fatta insieme all' Autorizzazione integrata ambientale - si legge nella seconda nota del cominato No biogas - La Via, però è' una valutazione preventiva, espressa e motivata, da acquisire prima dell’autorizzazione finale alla realizzazione di un singolo progetto e ha come obiettivo la preventiva individuazione degli effetti sull' ambiente. Non mira semplicemente, come l’Aia, alla riduzione degli impatti inquinanti, ma si basa su uno studio d'impatto ambientale che individua, descrive e valuta gli effetti negativi diretti e indiretti del progetto su una serie di elementi, tra cui l’uomo, la fauna e la flora".

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Rischi industriali. Il comunicato tira in ballo anche la direttiva Seveso, che regolamenta la materia di prevenzione dei grandi rischi industriali e il Codice ambientale rispetto al fatto che l’impianto sarebbe una modifica di quello già esistente: "Un raddoppio di capacità, ma anche un incremento delle emissioni di un ordine di grandezza è una modifica sostanziale. Il vecchio impianto di compostaggio non produce molti degli inquinanti caratteristici delle centrali a biogas come quella che si vuole costruire . Quindi la Via va fatta, che a Marconcini piaccia o no".

Sommossa popolare. Secondo il comitato, i motivi per cui non è stata presentata la Via sarebbe perché "un impianto come quello in un contesto simile non sarebbe mai autorizzato". In definitiva, sembra di assistere a un deja-vu, come lo chiamano quelli del comitato, dei tempi del dissociatore molecolare che Ecofor voleva realizzare a Gello e che sollevò la protesta e una serie d’iniziative di un coordinamento di cittadini che, alla fine, contribuì a far naufragare il progetto.

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