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Fials: «Nuova trattativa con Asl servono più fondi per i salari»

Fials: «Nuova trattativa con Asl servono più fondi per i salari»

PONTEDERA. Per includere più personale negli aumenti di stipendio che sono stati assegnati al 56% del personale (850 su 1.530 aventi diritto), con immancabili proteste e polemiche, «è necessario...

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PONTEDERA. Per includere più personale negli aumenti di stipendio che sono stati assegnati al 56% del personale (850 su 1.530 aventi diritto), con immancabili proteste e polemiche, «è necessario proclamare una iniziativa di lotta per riaprire la trattativa con l’Asl anche alla luce dei nuovi finanziamenti della Regione Toscana». È questa l’idea della Federazione italiane autonomie locali e sanità (Fials) dopo la notizia dell’assegnazione della progressione economica riferita al contratto integrativo firmato da tutte le sigle sindacali eccetto Cisl e la stessa Fials.

Secondo Daniela Boem, della segreteria di Pisa della Fials, «esistono le condizioni per dare una risposta superiore per l’erogazione delle fasce al personale. Risulta, infatti, che ad oggi venga erogata la fascia economica al 50% del personale mentre l’altro 50% viene escluso. In questo modo non si premiano i migliori come dice l’Asl, ma si dà una risposta condizionata dalla quantità economica. In sostanza operatori che hanno raggiunto i medesimi obiettivi sono discriminati solo in ragione dello stanziamento di risorse limitate».

Per creare più equità tra i lavoratori, quindi, occorrerebbe uniformare il sistema con cui vengono stanziate le risorse. All’Asl di Massa (la ex numero 1), in base a quanto spiegato da Boem, il calcolo per il finanziamento della progressione economica «è stato fatto col metodo della Conferenza Stato Regioni, che comporta un aumento della quantità di risorse dei fondi». All’Asl pisana, invece, «l’erogazione è derivata col sistema del Ministero dell’Economia e Finanze». Essendo entrambe le aziende sanitarie ormai confluite nell’Asl Toscana Nord Ovest, il concetto espresso ieri da Fials, ma che da Cisl l’altro giorno, è quello di uniformare i criteri e l’applicazione dei diritti tra lavoratori della stessa azienda.

«Su questo punto - dice ancora Daniela Boem - stiamo agendo nei confronti della Regione Toscana per riportare il sistema ad equità e giustizia ed attiveremo se necessario iniziative di natura legale. Ma serve un’azione di lotta per riaprire la trattativa con l’azienda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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