Il presidio
Un movente passionale dietro gli atti intimidatori
Padre e figlio arrestati con l’accusa di essere i mandanti dell’escalation di violenza Le vittime sono due fratelli di Bientina. Lunedì l’interrogatorio di garanzia
PONSACCO. È previsto per lunedì l'interrogatorio di garanzia dei due imprenditori di Ponsacco - padre di 74 anni (ora in pensione) e figlio di 49 - che sono stati arrestati dai carabinieri con accuse gravissime che vanno dalle minacce alla tentata estorsione in concorso, alle lesioni personali, fino ai reati di rapina e violazione di domicilio.
Una brutta storia che è iniziata nell'autunno del 2015 quando due fratelli di Bientina (un uomo e una donna) ottengono la possibilità di proseguire un'azione di pignoramento immobiliare sulla casa del più giovane degli agenti di commercio ponsacchini che, appunto, aveva maturato un debito commerciale nei confronti dell'azienda. Da allora la famiglia di Bientina ha iniziato a ricevere un'escalation di minacce, sempre più gravi, persecutorie, sino all'aggressione del gennaio 2016 e a quella gravissima della fine di aprile, in cui il fratello ha riportato serie lesioni (prognosi 40 giorni).
La parte offesa smentisce la ricostruzione data dagli arrestati che, peraltro, nasce immediatamente dopo la negoziazione degli assegni che hanno portato al pignoramento immobiliare. D'altra parte la veloce archiviazione della denuncia per truffa presentata in passato dagli arrestati ne conferma appunto la totale infondatezza.
Vero che i dissapori sono cominciati alla fine della relazione tra la sorella dell'imprenditore di Bientina, la quale ha 51 anni, e l'agente di commercio di 49 anni, ora in carcere insieme al padre. Gli arrestati, sentiti nel corso delle indagini, hanno finora negato di essere i mandanti ma contro di loro gli inquirenti hanno acquisito gravi indizi. Vedremo lunedì come giustificheranno le loro condotte.
La parte offesa però, che ha avuto rapporti di lavoro con il figlio dell'agente di commercio di Ponsacco, nega tutti gli aspetti che hanno a che fare con la richiesta di denaro. Nessuna somma da restituire, anzi.
Nel corso degli ultimi mesi i due fratelli hanno subito una serie di atti di violenza e di intimidazioni, tutti denunciati ai carabinieri che hanno svolto le indagini con determinazione trattandosi di un’ipotesi di reato grave quale quella dell'estorsione.
L'imprenditore di Bientina, 46 anni, è stato aggredito due volte: la prima a gennaio e l'episodio si è concluso con la rapina del Rolex e dieci giorni di prognosi. L'uomo, a metà aprile, è stato vittima di un vero e proprio agguato davanti a casa. Tre persone lo hanno sorpreso di notte e lo hanno picchiato in maniera selvaggia tanto da rompergli 5 costole e da procurargli lesioni gravi. Un’escalation di episodi che ha costretto i due fratelli di Bientina e le rispettive famiglie a vivere nel terrore e a cambiare le abitudini. Gli atti persecutori sono iniziati con telefonate anonime e minacce anche di morte.
Ogni volta spuntava fuori la storia dei soldi. "Paga o ti si riduce sulla sedia a rotelle", è una delle minacce più recenti.
I soldi in questione sarebbero stati prestati dall'imprenditore di 74 anni al figlio che ora sostiene di averli dati alla donna senza spiegare le reali motivazioni che invece, stando alla parte offesa, sono legate al fatto che l'uomo aveva acquistato merce dai due imprenditori di Bientina. In questa storia la cieca gelosia di un uomo respinto potrebbe avere scatenato una reazione estranea alla razionalità.
Da dicembre a oggi, quando i due uomini sono stati arrestati, le vittime degli atti persecutori hanno ricevuto, oltre alle telefonate anonime di minaccia, anche avvertimenti di vario genere. "Sei ancora in tempo a pagare...": è stato il leitmotiv della complessa vicenda al vaglio della magistratura. Per spaventare i fratelli di Bientina chi ha architettato tutta una serie di minacce - i carabinieri indagano per cercare gli esecutori materiali di alcuni episodi - sono stati lasciati davanti alle loro proprietà un crocifisso, un pupazzo e alla fine un bossolo.
Ora padre e figlio, considerati i mandanti delle aggressioni e delle minacce, progettavano - emerge dalle intercettazioni - di far sparare contro l'abitazione degli imprenditori loro rivali. A quel punto gli inquirenti hanno deciso di intervenire anche se ancora non sono stati identificati gli autori degli atti intimidatori.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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