Offese omofobe e razziste in classe Poi una bocciatura
Prese in giro di stampo omofobo e, di rimando, offese razziste per il colore della pelle. Sono gli ingredienti di un pasticcio figlio dei tempi in cui un certo tipo di vocabolario può uscire dalle...
Prese in giro di stampo omofobo e, di rimando, offese razziste per il colore della pelle. Sono gli ingredienti di un pasticcio figlio dei tempi in cui un certo tipo di vocabolario può uscire dalle bocche ancora acerbe di ragazzini delle medie. È successo nel Cascinese nei mesi scorsi, con i due compagni di scuola che si sono ritrovati nella stanza del dirigente scolastico. Un episodio che ha coinvolto anche la mamma del giovane studente, autore dell’offesa razzista, la quale è stata convocata dallo stesso dirigente scolastico. «Suo figlio si è permesso di pronunciare un’offesa gravissima nei confronti di un ragazzo nero», ha detto il responsabile della scuola. «Sì, ma a lui lo prendono in giro con offese omofobe», ha risposto la mamma che, alla fine dell’anno scolastico, ha ricevuto la notizia che il figlio era stato bocciato. Una delusione che l’ha portata a uno sfogo su Facebook, chiarendo poi la questione al telefono: «Faccio una premessa. Mio figlio meritava di essere bocciato, perché il suo rendimento è stato pessimo. Però quella lite ha influito nella bocciatura. Me lo aveva preannunciato un docente, il quale mi aveva detto che quell’offesa avrebbe determinato il voto in condotta. Ok, accetto la bocciatura. Ma quello che non capisco è perché sono stata convocata solo io. L’altro ragazzo prendeva in giro mio figlio da tempo, con appellativi di stampo omofobo. Alla fine è scattato il battibecco con l’offesa razzista di mio figlio. Un fatto da condannare, ma che è stato soltanto uno sfogo dopo settimane di prese in giro. Giusto averlo bocciato, ma non per quel diverbio, perché sono stati usati due pesi e due misure».
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