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La Paim diventa sentinella contro la mafia in Toscana
La cooperativa di Navacchio ha partecipato al campus “Legalità” a Corleone In vista un gemellaggio all’insegna della lotta alla criminalità organizzata
CASCINA. In Piazza dei Caduti è stato fatto il punto della situazione sull’esperienza a Corleone, appena terminata, che ha visto gli ospiti della Casa famiglia Marciana e della Rsd Borgo dei Colori della Cooperativa sociale Paim coinvolti nel campus “Legalità”, ospiti della Cooperativa Sociale lavoro e Non Solo.
«La Paim si augura che questa sia la prima di una lunga serie di uscite – dice Anna Batini, responsabile sviluppo e politiche sociali Paim – Abbiamo trovato un’accoglienza molto positiva vivendo un’esperienza unica sul territorio. Abbiamo toccato con mano la storia assaporando i racconti e vedendo con i nostri occhi i luoghi della mafia. I nostri ospiti in viaggio a Corleone si sono calati con profondità nel territorio e ne sono usciti sicuramente arricchiti emotivamente».
«È stato molto proficuo confrontarsi con lo psichiatra Carmelo Gagliano della Cooperativa Nuova Generazione – continua Fabrizio Damiani, responsabile della Rsd Borgo dei Colori – anche lui, come noi, è entusiasta di questo gemellaggio in fieri con la Paim. Ci ha illustrato i vari progetti sulla psichiatria che loro ogni anno fanno con scuole ed associazioni e ci ha parlato del progetto S.O.S.I.O, di cui ci ha invitato a far parte: il progetto è chiamato così perché le sue attività vengono svolte nella Valle del Sosio e consiste prevalentemente nella onoterapia, terapia assistita con gli asini, e ortoterapia. Adesso aspettiamo i ragazzi di Corleone a Cascina per uno scambio a 360°».
«Per Corleone si è conclusa un’esperienza importante – interviene Maurizio Pascucci, presidente dell’Associazione Fior di Corleone –: la presenza nel nostro territorio di una cooperativa strutturata come la Paim ci ha lasciato molto e ha differenziato in maniera incisiva il volontariato che solitamente svolgiamo; rilanciare il valore della socialità è una sfida che insieme dobbiamo vincere. La Toscana non è terra di mafia, ma questo non significa che ne sia completamente priva. Spesso si vive ancora con paura e timore l’entrare in possesso dei beni confiscati alla mafia e il compito più ambizioso è quello di rompere questo circolo vizioso, questa catena che rischia di far tornare quei beni e/o terreni in mani ancora una volta sbagliate. Avere una sentinella accesa in Toscana come la Paim – continua Pascucci – per rilanciare una situazione stagnante è di primaria importanza».
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