Meteo
In aula scontro sulle perizie Avvocato ha un malore
La sentenza per i due ventenni accusati di violenza sessuale aggravata dall’uso di Ghb era attesa nella giornata di ieri, ma alla fine l’udienza è stata aggiornata all’11 luglio
PONTEDERA. L’accusa sostiene che nelle bottiglie di Schweppes e in quella della Vodka sequestrate dalla polizia dopo il festino in villa a Santa Maria a Monte c’era il Ghb, la cosiddetta droga dello stupro.
Il professor Mario Giusiani, direttore della sezione dipartimentale di tossicologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, consulente de pubblico ministero Aldo Mantovani, aveva riscontrato la presenza di tracce minime della sostanza illecita, ma non tali da avere un effetto drogante. Così il processo per fare luce sulle responsabilità di Mattia Rizza ed Edoardo Nieri, ventenni di Pontedera, accusati di violenza sessuale aggravata dalla cessione di sostanze stupefacenti, si decide su questo ed è costruito tutto su una battaglia scientifica, a colpi di consulenze e perizie.
Così è stato anche nella lunga udienza di ieri che è stata dedicata interamente al controesame dei periti nominati dal primo collegio penale - presieduto dal giudice Pietro Murano - dopo che la consulente della difesa, professoressa Elisabetta Bertol, aveva messo in dubbio l’esito degli accertamenti del pubblico ministero arrivando a dire che nelle Schweppes in commercio si possono riscontrare tracce di Ghb, che sono il risultato della fermentazione. Soltanto il controesame condotto dall’avvocato Anna Francini, difensore di Nieri, è andato avanti per quasi due ore per cercare di arrivare ad una verità processuale diversa da quella ipotizzata nell’accusa. Tanto che poi, vuoi per la stanchezza e la tensione, l’avvocato ha accusato un lieve malore - dopo che era uscita dall’aula e si trovava in un corridoio - e l’udienza è stata sospesa per alcuni minuti. Domande a raffica sul lavoro dei periti incaricati dal collegio per fare chiarezza sugli aspetti cruciali della vicenda: gli imputati schierano un pool di difensori di chiara fama, i professori Salvatore Salidu e Tullio Padovani, oltre agli avvocati Francini, Angela Maria Odescalchi e Caterina Marcacci Belaise.
Il professor Gaetano Buonocore, specialista in medicina legale, la professoressa Renata Borriello, docente di tossicologia forense, e al professor Giovanni Gallotta hanno raggiunto risultati diversi da quelli della difesa che invece insiste sulla validità degli accertamenti effettuati dai propri consulenti. Per i periti- e ieri lo hanno ribadito - nelle bottigliette sequestrate alla villa è presente il Ghb anche se non è possibile stabilirne la concentrazione. Le analisi sulle Schweppes in commercio sono state tutte negative. Il Ghb non c’è, è stato ripetuto. Messa in dubbio dai lavori peritali anche l’attendibilità dello studio del capello a cui si sono sottoposti i due imputati. Esame che si è concluso con esito negativo e che non darebbe certezze a distanza di mesi. Per cercare di “smontare” le accuse la difesa - i due ventenni fin dall’inizio hanno sempre negato di avere usato il Ghb - ha prodotto nuove relazioni scientifiche visto che i consulenti dei due imputati, per motivi che non sono chiari, non hanno partecipato alla prima fase degli accertamenti peritali e sono intervenuti solo nelle fase delle conclusioni.
È stata comunque chiusa la fase istruttoria e l’udienza è stata aggiornata all’11 luglio per la discussione e la sentenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
