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Nasce la filiera corta della Toscana che produce canapa

Nasce la filiera corta della Toscana che produce canapa

Protocollo tra M126 di Volterra, La Staffetta e Università per studiare la pianta e le loro applicazioni tra cui la birra

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VOLTERRA. La filiera toscana della canapa industriale, incentrata su ricerca, sviluppo e innovazione, comincia a muovere i primi passi. È stato infatti siglato un accordo tra il Consorzio M126 di Volterra e l’associazione Arci La Staffetta di Vecchiano per uno studio, che coinvolge la facoltà di farmacia dell’Università di Pisa, sulle varie tipologie della pianta e il loro abbinamento per prodotti come la birra, il liquore e cosmetici. «Da tempo abbiamo lanciato una linea di prodotti a base di canapa come l’olio, la farina e la pasta - racconta Giacomo Bulleri, presidente dell’M126 - Oltre a una birra realizzata insieme alla Staffetta. Il passo successivo è quello della creazione di un protocollo scientifico sui valori delle varie tipologie di canapa».

In tempi in cui in Italia si discute di liberalizzazione della cannabis per uso medico, mentre in Europa è stato affrontato (e risolto) l’abbinamento della sostanza naturale e l’uso ricreativo, il progetto del consorzio volterrano acquisisce importanza, anche alla luce di una sempre più vasta commercializzazione di prodotti a base di canapa. «Abbiamo varie aziende agricole in cui ci appoggiamo per la semina dei campi - riprende Bulleri - In tutto sono cinque e sono dislocate lungo la costa fino al lago di Manciano, ma anche a Volterra. Ovviamente si tratta di piante il cui principio attivo è compreso tra lo zero e lo 0,2, valori che rientrano nei termini imposti dalla normativa. In questa maniera reperiamo la materia prima e ci appoggiamo ad aziende specializzate per la realizzazione dei prodotti».

L’operazione, quindi, in questa fase riguarda la ricerca nei laboratori dell’Università di Pisa. Poi seguirà la divulgazione scientifica dei risultati e a questi la produzione e commercializzazione di un liquore e prodotti di bellezza realizzati con tipologie ad hoc di canapa, con l’utilizzo anche dell’olio base. «Approfondiremo anche il tema della birra alla canapa - aggiunge il presidente del consorzio - anche se, in questo caso abbiamo già una varietà che creiamo insieme al circolo La Staffetta. Presto, però, avremo altre due tipi, una rossa e una doppio malto».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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