Il presidio
Una giornata per portare un minorenne in carcere
Arrestato per spaccio di droga, la polizia ha dovuto accompagnarlo fino a Roma Gli istituti penitenziari di Firenze e Bologna non potevano accoglierlo
PONTEDERA. Ha 17 anni ed già è coinvolto in un’indagine per spaccio di sostanze stupefacenti, nel giro dei cosiddetti “ragazzi del bosco”, che vendono la droga nella pineta di Migliarino, così come nei boschi di Treggiaia.
Dopo l’arresto del tunisino, che è stato rintracciato dalla polizia a Pontedera, è iniziata una sorta di odissea per trovare un carcere minorile a cui affidare il migrante.
I poliziotti che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelarte emessa dal gip del Tribunale dei minori di Firenze si sono poi trovati a fare il giro di mezza Italia centrale. E tutto per i soliti contrattempi che hanno a che fare con la burocrazia e la disorganizzazione di certi settori della macchina della sicurezza.
Dopo gli adempimenti di rito, ha spiegato il dirigente del commissariato di Pontedera, dottor Luigi Fezza, il giovane è stato destinato all'istituto penitenziario di Bologna in quanto quello di Firenze è inagibile, considerato che sono in corso lavori di ristrutturazione. «Tuttavia, mentre gli agenti di polizia erano in viaggio insieme al giovane, la direzione dell'istituto emiliano ha comunicato che, a causa di problemi interni, tutti gli accessi erano bloccati, per cui si è stati costretti ad accompagnare il minorenne nel carcere minorile di Roma dove l'arrestato è giunto nella tarda nottata».
Il carcere più vicino sarebbe stato quello di Firenze che però non è utilizzabile a causa dei cantieri di cui, ovviamente, i giudici sono a conoscenza. Per cui, nel caso del baby spacciatore, il tribunale dei minorenni aveva stabilito che il tunisino venisse associato alla struttura di Bologna dove però, l’altro pomeriggio, c’è stato un problema, una sorta di sommossa tra i detenuti, che ha indotto il personale del carcere a vietare ogni nuovo ingresso per ragioni di sicurezza.
Secondo le accuse, le attività di spaccio di droga erano condotte dal giovane insieme a tre cugini - due maggiorenni e un minorenne - nella zona di Migliarino.
I due maggiorenni sono ricercati, mentre l'altro è già stato arrestato dai poliziotti di un’altra provincia. Di fatto il tunisino è senza fissa dimora sul territorio nazionale ma la polizia sapeva che da qualche tempo frequentava Pontedera dove ha connazionali disposti ad ospitarlo. Ma il tribunale non ha ritenuto che il minorenne potesse usufruire degli arresti domiciliari.
Alla fine per accompagnarlo in una struttura penitenziaria la polizia ha avuto bisogno di più di un giorno di tempo con tutto quello che comporta di spese e di difficoltà organizzative.
Perché di fatto si è trattato di togliere il personale di polizia dai servizi sul territorio per accompagnare per centinaia di chilometri lo spacciatore che tra un mese sarà maggiorenne.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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