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Pontedera

Anziano viene sepolto Nessuno avverte il figlio

Anziano viene sepolto Nessuno avverte il figlio

Dopo l’autopsia i familiari di Luigi Orsini non hanno più avuto notizie della salma che è stata tumulata come se fosse quella di una persona senza parenti

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CASCINA. Lo hanno seppellito con l’indifferenza che si riserva a quelle salme che nessuno reclama. Un addio in silenzio senza parenti a piangere la morte di un pensionato le cui spoglie riposano sotto qualche metro di terra smossa nel cimitero di via Pietrasantina a Pisa.

Un epilogo che diventa equivoco quando si scopre che Luigi Maria Orsini, 76 anni, di Pisa, ex rappresentante e tabaccaio, aveva una famiglia che al dolore per la sua perdita aggiunge la beffa di non essere stata avvisata della sepoltura. E che ora chiede di conoscere chi è il responsabile del blackout comunicativo che l’ha privata del funerale del proprio caro. Lo fa presentando, attraverso l’avvocato Luca Colombini, un esposto firmato da Federico Orsini, 46 anni, di Pisa, il figlio della vittima-fantasma, chiedendo alla Procura i «danni materiali e morali da me subiti a causa del comportamento negligente del vostro ufficio o di altri da voi incaricati, nella misura che mi riservo di quantificare». Gli hanno sepolto il padre senza informarlo e Orsini vuole sapere chi ha sbagliato. Si era già rivolto alla magistratura per denunciare la morte del papà, a suo dire sospetta o almeno meritevole di approfondimenti, ricoverato a fine febbraio in geriatria a Cisanello. Seri problemi intestinali lo avevano poi portato al decesso, avvenuto il 2 marzo. Il figlio aveva pensato a una possibile negligenza, «perforazione dell’intestino», e si era presentato in questura. Tre medici erano stati iscritti sul registro degli indagati per omicidio colposo.

Una prassi quando siamo nella prateria dei casi di presunta malasanità. L’8 marzo era stata eseguita l’autopsia all’obitorio del Santa Chiara.

«Hanno indagato gli ultimi tre medici che hanno avuto a che fare con mio padre, ma quando era arrivato in ospedale lo hanno fatto attendere ore», chiosa Federico.

«Successivamente, (24 marzo e 11 aprile) vari collaboratori dello studio legale Colombini si sono recati al competente ufficio della Procura per avere informazioni circa l'evolversi della situazione, soprattutto in ordine alla restituzione della salma per la sepoltura, senza tuttavia riuscire ad avere alcun chiarimento in merito», si legge nell’esposto firmato da Orsini.

Si arriva al 20 maggio: «Quel giorno ho chiamato la medicina legale – racconta Orsini –. Una segretaria mi comunica che mio padre era stato sepolto il 13 maggio nel cimitero comunale di Pisa con richiesta del 5 maggio, “non avendo avuto informazioni o cognizione alcuna dell'esistenza di parenti o referenti per il defunto” mi dicono». Orsini è furibondo perché «esiste ed esisteva un fascicolo di indagini aperto dietro al mio esposto, contenente tutti i miei dati e quelli del mio legale, viste le pregresse notifiche effettuate, e pertanto era doveroso restituirmi la salma per le funzioni necessarie».

Nell’esposto in Procura chiede che l’ufficio giudiziario provveda a farsi carico «delle spese di riesumazione della salma, provvedere alla cremazione e al trasferimento delle ceneri nel cimitero di Cascina, dove la famiglia Orsini è proprietaria di una cappella gentilizia affinché mio padre possa riposare accanto a mia madre ed a tutti gli altri nostri congiunti defunti lì sepolti, così come era sua volontà». (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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