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Mobilitazione per salvare la pieve di San Dalmazio
La chiesa del decimo secolo cade a pezzi, incontro tra cittadini e Comune Il sindaco: «Pronti a finanziare il recupero, ora l’intervento della Soprintendenza»
POMARANCE. Uniti per salvare la pieve di San Giovanni, l’antica chiesa di campagna medievale risalente al X secolo dopo Cristo che sta cadendo a pezzi nell'immobilismo generale. Da una parte ci sono l'intera comunità di un piccolo borgo, San Dalmazio, nel comune di Pomarance, e la stessa amministrazione del capoluogo municipale, il cui obiettivo è salvare la pieve dalla rovina completa. Dall'altra il proprietario dell'antica chiesa di campagna, un privato residente fuori dal territorio comunale di Pomarance, che sta lasciando la pieve in totale balia del tempo e della vegetazione, prossima al crollo definitivo. Un privato che sembra indifferente ai ripetuti appelli che da più parti gli sono giunti.
La battaglia appare dura, ma la cittadinanza di San Dalmazio ha deciso di mobilitarsi. Un gruppo di cittadini del borgo, infatti, ha incontrato il sindaco di Pomarance per chiedere aiuto all'amministrazione comunale. «Il Comune è disponibile - dice Loris Martignoni, sindaco di Pomarance - qualora la Soprintendenza si prenda la volontà e la responsabilità di restaurare, a mettere sul tavolo le risorse economiche. Ma abbiamo bisogno di un permesso per poter accedere al luogo e che la Soprintendenza faccia un progetto di recupero, che saremmo anche in questo caso disponibili a finanziare. Ma il tutto deve dirmelo la Soprintendenza, e mi deve indicare anche l'azienda, la cooperativa, la società che può fare l’intervento. Siamo anche disponibili a progetti di gestione». Martignoni ha anche garantito che quanto prima tornerà a discutere della questione con la Soprintendenza alle belle arti e paesaggio della provincia di Pisa.
«A San Dalmazio vorremmo costituire un’associazione culturale, di cui non ho ancora il nome ma potrebbe anche chiamarsi “La pieve di San Giovanni” - afferma la professoressa Rita Guidugli, portavoce della comunità del borgo - Abbiamo voluto incontrare il Comune affinché ci aiuti a fare qualcosa per la pieve, che cade a pezzi. La pieve è proprietà privata, ma è un monumento storico, un unicum di architettura normanna in Toscana, da preservare assolutamente. Vorremmo che venisse recuperata, perché sta andando in malora. Il Comune è disponibile. Ora serve l’intervento della Soprintendenza. L’anno scorso abbiamo raccolto almeno duecento firme a sostegno della causa, anche di turisti sbigottiti per le condizioni in cui si trova la pieve: è doveroso salvarla».
Gianni Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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