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Nuova ordinanza di arresto per il neurochirurgo Liberti
CASCINA. Nuovo provvedimento di arresto per il dottor Gaetano Liberti, di Cascina, neurochirurgo dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa e direttore del Fukushima Brain Insitute che ha sede...
CASCINA. Nuovo provvedimento di arresto per il dottor Gaetano Liberti, di Cascina, neurochirurgo dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa e direttore del Fukushima Brain Insitute che ha sede nella clinica di San Rossore a Pisa.
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pisa hanno notificato al medico, che è agli arresti domiciliari per un'inchiesta della Procura di Salerno con l'accusa di concussione, l'ordinanza del gip del tribunale di Pisa che sostituisce analogo provvedimento emesso a Salerno il 5 aprile scorso in quanto l'inchiesta è stata trasferita a Pisa dopo che la Procura si è dichiarata competente per i reati contestati al medico pisano in concorso con altri professionisti accusati di avere predisposto un sistema per aggirare liste di attesa di delicati interventi chirurgici in un ospedale campano. Il dottor Liberti resta ai domiciliari. I quattro provvedimenti cautelari emessi dal gip di Salerno erano stati a carico di due medici, tra cui il primario dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, Luciano Brigante, ed una caposala, agli arresti domiciliari e un altro sanitario dello stesso nosocomio sospeso per nove mesi dal servizio. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri il sistema corruttivo era gestito dal dottor Brigante. Fukushima ne era co-esecutore insieme al primario degli interventi chirurgici. Era l’allievo del luminare giapponese, Gaetano Liberti, che operava al “Fukushima Brain Institute”, a mettere in contatto i pazienti con il primario dell’ospedale di Salerno. Quest’ultimo si serviva del reparto diretto per eseguire interventi chirurgici dissimulati come prestazioni intramoenia, ed utilizzava l’ospedale come clinica privata, percependo indebiti compensi non dichiarati. In due casi Liberti, sempre secondo le accuse, aveva prospettato ai pazienti due possibilità: essere operati da Fukushima nella clinica di San Rossore, pagando 60 mila euro in un caso e 57 mila nell’altro, oppure essere operati al “Ruggi” per “appena” 20mila euro in un caso e per 15mila euro nell’altro.
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