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Perdita di 1,2 milioni alla Valdinievole ma cresce la raccolta
Il conto economico in rosso è dovuto a fattori «straordinari» Eppure il bilancio conferma la solidità patrimoniale
BIENTINA. Per la prima volta il Credito Valdinievole presenta un esercizio (quello 2015) negativo, ma per la banca ci sono tutte le attenuanti del caso dovute a "situazioni straordinarie". Il segno meno davanti a 1,2 milioni di euro è dovuto sostanzialmente a tre fattori evidenziati dal presidente Alessandro Belloni: i 14 milioni accantonati a seguito di una richiesta della Banca d'Italia (che a fine 2015 ha ispezionato l'istituto); 1,2 milioni che si è dovuto sostenere per il "salvataggio" di alcune banche («Una decisione allucinante, per la prima volta abbiamo dovuto pagare i debiti fatti da istituti nazionali», dice Belloni); l'incentivazione all'esodo di 6 dipendenti (ex direttore generale compreso) che ha impattato per oltre 1,4 milioni. Al di là di questo, i numeri dell’istituto, guidato dal dg Andrea Rindi, sono tutti positivi: la raccolta totale è stata pari a oltre 800 milioni di euro con una crescita del 3,28% rispetto al precedente esercizio; gli impieghi sono cresciuti dell'1,07% per un importo complessivo di quasi 560 milioni; il patrimonio netto si è attestato a 65,5 milioni, con fondi propri di oltre 70 milioni (+1,31%); i soci sono cresciuti del 12,5% per un totale di 3.895 unità.
I numeri. In un anno che è stato travagliato per il settore bancario, al 31 dicembre 2015 la raccolta totale è risultata essere pari a 800.626.012 euro con una crescita del 3,28% rispetto al precedente esercizio. La raccolta diretta, pari a 667.454.372 euro, è cresciuta del 3,99%, mentre la raccolta indiretta pari a 133.171.640 euro è sostanzialmente immutata rispetto all’anno precedente.
Anche gli impieghi sono cresciuti dell’1,07% per un importo complessivo di 559.301.603 euro. Il patrimonio netto si è attestato a 65,5 milioni di euro, mentre i fondi propri erano pari a 70.011.772 euro con un incremento dell’1,31% rispetto all’esercizio precedente, riaffermando la solidità patrimoniale della banca.
In merito ai requisiti prudenziali di vigilanza, il Credito Valdinievole ha migliorato gli indici di solidità: il Cet1 è passato dall’11,14% al 12,64% (il dato medio del sistema bancario al 31 dicembre 2015 era al 12,30%), mentre il total capital ratio si è attestato al 13,46% rispetto all’11,7% dell’anno precedente. In aumento anche la copertura media delle esposizioni deteriorate, pari al 34,63% contro il 31,85% del precedente esercizio.
L’organico aziendale al 31 dicembre 2015 era composto da 156 dipendenti (78 uomini e 78 donne), oltre a 4 collaboratori esterni per un totale di 160 risorse.
I soci sono cresciuti del 12,5% per un totale di 3.895 unità, di cui 2.739 privati e 1.156 imprese, ad ulteriore testimonianza della vicinanza al territorio.
Il futuro. Alla luce della riforma, il Credito Valdinievole farà parte di un nuovo gruppo bancario cooperativo, che si posizionerà sul mercato al terzo posto per volumi e al primo per apporto di capitali interamente italiani.
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