Italia
L'investitore di Linda: «Era in mezzo alla strada, non l’ho vista»
Pontedera: il pianto del ragazzo che ha travolto e ucciso la barista. Intanto si cercano testimoni dell’incidente
PONTEDERA. Sarà fatta l’autopsia sulla salma di Linda Baglioni, la barista di 37 anni travolta da un’auto in via Vittorio Veneto a Pontedera nella notte di domenica alle 2.45. Lo ha deciso il sostituto procuratore Giovanni Porpora che segue le indagini sull’incidente mortale.
Il conducente dell’auto che ha travolto la donna, un giovane di 19 anni, residente a Montecalvoli, è stato arrestato applicando la nuova legge sull'omicidio stradale, ma subito dopo rimesso in libertà su decisione della Procura perché incensurato e perché il pm non ha ritenuto di richiedere misure coercitive. I carabinieri, incaricati di ricostruire la dinamica dell’incidente, hanno scoperto solo nella tarda mattinata di domenica - quando dall’ospedale Lotti è stato comunicato l’esito degli esami a cui era stato sottoposto il conducente - che il giovane aveva assunto stupefacenti ed era risultato positivo ai cannabinoidi e, di conseguenza, guidava in stato di alterazione psicofisica.
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Appena i carabinieri del Norm di Pontedera hanno appreso dall'ospedale i risultati del test tossicologico, i militari si sono presentati a casa del giovane per notificargli l'arresto che sarà oggetto di convalida nei prossimi giorni.
Intanto i carabinieri vanno avanti con gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’investimento avvenuto nei pressi di piazza Trieste e nelle vicinanze di un pub che è stato aperto sabato sera ma che, quando è avvenuto l’incidente mortale, era in chiusura. Questo potrebbe spiegare perché i militari non sono hanno ancora trovato un testimone oculare dello scontro. Davanti al pub c’erano numerosi giovani - per tutta la sera la clientela ha occupato buona parte di una corsia creando non pochi problemi alla circolazione stradale - ma nessuno avrebbe visto il momento dell’impatto. Oppure chi c’era è andato via senza rilasciare dichiarazioni.
Intanto il conducente della Panda, lo studente di 19 anni, è stato sentito dai carabinieri e ha ricostruito quei terribili momenti. Agli inquirenti il giovane ha raccontato di non avere visto la donna se non quando era impossibile fare qualcosa per evitare l’impatto. «Era in mezzo alla strada, non l’ho vista», ha raccontato in lacrime.
«Nessuno ha visto o nessuno si è fatto avanti per dire cosa ha visto – dice Patrizia, la madre di Linda – Noi siamo stati avvisati alcune ore dopo e, quando siamo arrivati all’ospedale di Pisa, Linda era già morta. Alle 4 non era arrivata a casa e non era cosa da lei. Ci siamo messi a cercarla, siamo andati davanti al bar e abbiamo trovato la sua auto aperta, con le chiavi e il cellulare. Non sapevamo cosa pensare ma poi, purtroppo, lo abbiamo capito. Un dolore difficile da spiegare, Linda era davvero una persona buona, aiutava tutti».
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La famiglia non ha ancora potuto organizzare il funerale in quanto deve prima avere il nulla osta alla sepoltura da parte della Procura. Dopo l’incidente i cittadini, in particolare i commercianti, sono tornati a chiedere interventi per mettere in sicurezza questo tratto di via Veneto dove la segnaletica orizzontale in alcuni tratti non è più visibile.
«Vedremo cosa fare – spiega il sindaco – ma l’incidente ha cause ben diverse da quelle che possono essere legate alla velocità e alla segnaletica».
Corteo in ricordo. Gli ultras del Pontedera Calcio, la sera di lunedì, hanno commemorato Linda Baglioni, la giovane barista morta in un incidente stradale la notte di domenica. Un gruppo formato da tifosi granata si è mosso dalla sede di via Vittorio Veneto, proprio nelle vicinanza del bar di Linda, e ha raggiunto piazza Trieste, nei pressi del Commissariato di polizia. Ad attendere gli ultras c’erano alcuni amici e conoscenti della ragazza. I tifosi a quel punto hanno affisso uno striscione commemorativo su cui si leggeva: “Linda sempre con noi. Non ti dimenticheremo mai”. La mobilitazione dei tifosi in ricordo della giovane è stata accompagnata da cori e fumogeni. Una volta appeso lo striscione, è stato deposto un mazzo di fiori davanti al bar. La decisione di organizzare il corteo commemorativo è stata presa dagli ultras poiché molti di loro conoscevano da tempo Linda Baglioni.
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