Italia
Muore a 37 anni travolta sulle strisce: mazzi di fiori e lettere per Linda - Foto
Pontedera: barista, è stata uccisa da un'auto con al volante un giovane di 19 anni - arrestato e poi rilasciato - sotto effetto di stupefacenti. È polemica tra i residenti e i commercianti della strada maledetta: «Da tempo chiediamo che vengano messi i dissuasori»
PONTEDERA. «Ciao Linda, dolce angelo ovunque tu sia». Mazzi di fiori e alcuni messaggi scritti lasciati per Linda Baglioni, la barista di 37 anni travolta e uccisa da un'auto in via Veneto a Pontedera.
LE LACRIME DEGLI AMICI
I cittadini, in particolare i commercianti, tornano a chiedere i dossi per limitare la velocità delle auto in questo tratto di strada che è abbastanza rettilineo e dove in passato ci sono stati altri gravi incidenti. La prima a deporre un mazzo di fiori per l’amica scomparsa prematuramente è proprio la titolare di un negozio di fiori all’angolo di piazza Trieste. Lei stessa, alcuni anni fa, nel dicembre 2011, ha rischiato la vita dopo essere stata travolta da un’auto davanti al suo negozio. Stava caricando i fiori su un furgone parcheggiato davanti a L’Orchidea, quando un'auto tamponò il furgone e sbalzò la titolare del negozio di fiori, Patrizia Nencini, caduta poi sul marciapiede priva di sensi. Per Patrizia è stato come rinnovare un vecchio dolore e, mentre le raccontavano dell’incidente, si è lasciata andare alle lacrime. «Come commercianti chiediamo – dice la titolare del negozio di alimentari – che la strada venga messa in sicurezza con i dissuasori, come è stato fatto in altri tratti di via Veneto e in altre strade. Ci è stato risposto, almeno finora, che non possono essere installati a causa dei rumori. Ma non ne siamo del tutto convinti. La segnaletica orizzontale deve essere sostituita e anche l’illuminazione pubblica non è più perfetta».
Qualcuno prova anche a fare presente che all’inaugurazione del pub erano presenti centinaia di giovani, rimasti per buona parte della serata, a parlare lungo la strada tra le auto in sosta e occupando, in alcuni momenti, buona parte di una corsia. «Non eravamo stati informati dell’inaugurazione – spiega il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli – altrimenti, come è stato fatto per un’altra attività che ha aperto lo stesso giorno avremmo provveduto a delimitare l’area per evitare incidenti. Comunque, da quanto mi è stato spiegato dai carabinieri, l’incidente è avvenuto poco prima del pub e non è collegato alla presenza di persone sulla strada, In ogni caso cercheremo di verificare la situazione».
QUEL BAR ERA LA SUA VITA
Del bar di Linda, chiuso per lutto, e della vittima, tra i tanti messaggi su Facebook, colpisce il ricordo di Giorgio Leonida Picchi. «Di te mi rimane l'immenso sorriso che facevi sempre quando mi vedevi entrare nel tuo bar. Quel bar che per te non era solo un lavoro, ma la tua vita. Per te era una missione, quasi come se tu fossi un’assistente sociale. In questi anni ti ho vista aiutare tutti. Quel bar dove stanotte tutto è finito. Per tanti era il bar dei borderline, dei senza quattrini, dei senza lavoro, dei senza valori, dei senza luce e acqua in casa, a volte anche dei senzatetto, e tu in tutto questo eri un faro, una guida. Sempre pronta ad ascoltare, con la fermezza di chi, nonostante il ruolo lo sconsigli, ti dice poi sempre la sua. Eri una spalla su cui piangere, un'amica su cui contare». «Per questo venivo da te: per schiettezza, per scelta e per appartenenza. Perché eri fra noi. Eri con noi. Eri una di noi, e andandotene ci lasci una grande lezione di vita: amare il prossimo, indipendentemente da tutto».
LA RICOSTRUZIONE DELL'INCIDENTE
L’auto viaggiava a forte velocità e il conducente, un ragazzo di 19 anni che guidava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si è reso conto che sulla strada c’era una donna quando ormai era troppo tardi, l’ha travolta e quasi uccisa sul colpo anche se poi è morta all’ospedale alle 6,45 di domenica 22. Il giovane è stato arrestato e rimesso in libertà, accusato di omicidio stradale, il primo che avviene in provincia di Pisa da quando è presente nel nostro codice penale questo reato.
«Volava, si è fermato molti metri dopo e il corpo della povera donna è stato sbalzato di una trentina di metri. Una disperazione, piangevano tutti», racconta uno dei giovani che ha assistito all’incidente costato la vita a Linda Baglioni, 37 anni ancora da compiere, barista di Pontedera.
La donna ha incontrato la morte mentre stava andando verso la sua auto, ferma davanti al suo bar, il “Bar Linda” in via Vittorio Veneto proprio dove è accaduta la tragedia. Aveva lavorato tutto il giorno, come sempre, la mattina aveva anche aiutato un uomo colto da un attacco epilettico. Linda era molto conosciuta. E non solo per il suo bar: per anni aveva giocato a calcio nella squadra dell’Ulivetese. Lei non era una che si tirava indietro quando c’era da dare una mano, tutti la ricordano come una persona semplice, gentile e sorridente. E il sabato sera Linda lo aveva trascorso con gli amici all’inaugurazione dell’Antivist pub in via Vittorio Veneto, aperto da suoi amici. «Ci siamo salutati, pensavo fosse già a casa, quando sono venuti a dirmi dell’incidente – racconterà con la voce interrotta dal pianto il titolare del pub ristorante, Mario Bencreati – non ho neppure pensato per un attimo che potesse essere lei. Invece sono uscito e ho capito: sono rimasto senza parole».
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