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«Salvate il festival del teatro romano»
Il creatore della manifestazione lancia un appello sul web e una raccolta di fondi sul sito Produzionidalbasso.com
VOLTERRA. Una raccolta di fondi sul web per provare a salvare l’edizione 2016 del Festival del teatro romano. È l’idea lanciata dal creatore della manifestazione, Simone Migliorini, con la speranza di poter trovare il denaro necessario per il regolare svolgimento del festival. Il crowdfunding in questione si trova sul sito Produzionidalbasso.com. «Aiutateci a non farlo morire. I nostri figli ce ne saranno grati. A tutti coloro che ci aiuteranno avranno uno sconto del 20% su tutti i biglietti di tutto il programma che riusciremo a mettere insieme», si legge nell’annuncio inserito nella pagina dedicata alla rassegna volterrana che va avanti dal 2003 e che, fino a ieri, aveva trovato 25 euro provenienti da tre donatori.
La decisione di creare una raccolta di fondi su Internet arriva dopo la lettera-appello scritta da Migliorini al ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini e dopo un video in cui lo stesso creatore e direttore artistico del festival ha messo insieme richieste di salvare la manifestazione da numerosi personaggi dello spettacolo italiano e internazionale come il defunto Alan Rickman e ancora, Fernando Arrabal, Giorgio Albertazzi, Dario Fo e l’indimenticabile Franca Rame, Leo Gullotta, Edoardo Siravo, Antonio Salines, Roberto Herlitska, Isabel Russinova, Aurelio Gatti, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.
Normalmente il Festival del teatro romano ottiene tra i 20mila e i 30mila euro di contributo da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra. «Solo per l’affitto delle strutture servono tra i 18mila e i 20mila euro - dice Simone Migliorini - Di solito la rassegna comincia i primi giorni di luglio. Il tempo stringe ed è per questo che abbiamo lanciato la raccolta di fondi chiedendo al popolo del web di darci una mano».
A rischio ci sarebbe anche il premio Ombra della sera, che prende il nome dalla celebra statua votiva etrusca legata a doppio filo con Volterra. Festival e premio vanno a braccetto dal 2003, ma senza la possibilità di una programmazione chiara, anche e soprattutto dal punto di vista economico, non sarà facile organizzare la cerimonia di consegna del premio che è stato stretto da tantissime mani di celebri attori in passato.
Migliorini cerca di guardare al futuro con ottimismo. Ma non nasconde l’amarezza di una situazione non certo facile. «Questa è un’attività che potrebbe rappresentare per Volterra un volano economico di grande rilievo - dice - Basta pensare alle decine di giovani provenienti da tutto il mondo che hanno recentemente partecipato al Laboratorio teatrale città di Volterra. Se ci fosse un’attività continuativa, con strutture adeguate e finanziamenti concreti e mirati penso proprio che il teatro a Volterra potrebbe creare posti di lavori e ricadute per le attività commerciali della zona. Ma al momento siamo a chiedere un contributo per non far sparire un’istituzione del nostro territorio».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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