Il Piccolo Teatro in vendita, ospitò anche due premi Nobel
Asta giudiziaria per l’immobile di via Manzoni, a Pontedera. E’ stato il simbolo della sperimentazione teatrale in Italia e all'estero
PONTEDERA. «Quel luogo appartiene alla storia del teatro italiano, lì ho passato la mia gioventù insieme a un gruppo di amici. Tra quelle mura si sono esibiti artisti di fama internazionale come Eugenio Barba, Peter Brook, Raul Ruiz e Julian Beck, lì si sono svolte rappresentazioni di assoluto prestigio». Roberto Bacci, regista e direttore artistico del Teatro Era, ha appena saputo che la culla della sua attività teatrale rischia di cambiare completamente volto.
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E non si tratta di un’indiscrezione o di una voce nata tra i tavolini dei bar di corso Matteotti. C’è un annuncio del Tribunale di Pisa, che parla chiaro: i locali dell'ex Piccolo Teatro, in via Manzoni 22, sono oggetto di asta giudiziaria. Verranno venduti al miglior offerente: prezzo di base 513mila euro; offerta minima 384mila 750 euro. Quattro uffici, due sale, un ampio spazio utilizzato fino al 2008, anno dell’inaugurazione del Teatro Era, in via Indipendenza, come sala spettacoli, un locale tecnico, un retropalco e un terrazzo. Superficie totale 740 metri quadrati. Numeri che sviscerano, petalo dopo petalo, quello che per anni è stato uno dei fiori all'occhiello assoluti della città.
L'immobile, organizzato internamente e parzialmente ristrutturato a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta da Roberto Bacci e dagli altri fondatori del Centro per la sperimentazione e la ricerca teatrale, di cui la struttura di via Manzoni era la sede, in passato ha ospitato anche due premi Nobel per la letteratura: Dario Fo, insignito del riconoscimento nel 1997 e la giornalista bielorussa Svetlana Aleksievic, premiata nel 2015.
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«Eravamo un gruppo di giovani improbabili, con un grande amore per il teatro e pochi soldi in tasca. Affittammo quel fondo in via Manzoni, non riuscivamo sempre a rispettare le scadenze a fine mese, ma in un modo o nell’altro recuperavamo il mese successivo. In quelle stanze c’è la mia vita, lì nel 1986 fondammo un centro di lavoro insieme al regista polacco Jerzy Grotowski», racconta ancora Bacci, che qualche anno fa aveva avanzato una proposta all'indirizzo dell'amministrazione comunale: «Chiesi al Comune di continuare a pagare l'affitto dell'immobile, che così avrebbe potuto essere utilizzato come luogo di formazione per gli attori. La mia idea non è mai stata sposata per mancanza di fondi». Si apre una grossa ferita nel cuore culturale di Pontedera, ma Bacci si consola: «Chiunque entrerà in possesso di quelle stanze, qualsiasi cosa ci verrà fatta, il Piccolo Teatro esisterà per sempre nella mia memoria e di chi ne ha creato la storia».
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