Il presidio
L’export sale del 3,8% Tira la meccanica
Negative le performance del settore conciario e calzaturiero
PONTEDERA. L'economia pisana mette a segno nel 2015 un discreto incremento dell'export (+3,8%) allineandosi al dato nazionale (+3,8%) e regionale (+3,2%). Lo dicono i dati forniti dalla Camera di Commercio. La crescita pisana è trainata dalla meccanica, con le macchine di impiego generale che dopo la forte contrazione del 2014 (-8,6%) crescono di oltre 25 punti, mentre le calzature aggiungono al crollo del 2014 ulteriori pesanti perdite (-13,6%). Non troppo bene neppure il cuoio che nel 2015 lascia sul terreno il 2,7% ed anche i cicli e motocicli mettono a segno un modesto +0,8% rispetto al 2014. Le importazioni pisane, dopo un biennio di crescita, tornano invece in territorio negativo (-2,8%). Sono dinamiche che vanno di pari passo con quelle riscontrate nell'ambito dell'indagine sulla congiuntura manifatturiera, che nel 2015 ha visto l'economia pisana stentare ad agganciare la ripresa.
Esportazioni. Dopo un difficile 2014, la meccanica pisana diventa il settore trainante dell'export pisano (+25,1%, pari ad un controvalore di 417 milioni di euro), grazie alle ottime performance realizzate in Francia, Regno Unito, Cina e Stati Uniti.
Entra invece in crisi il cuoio - primo settore per valore esportato - che perde il 2,7% per le difficoltà incontrate nei mercati europei (in particolare in Germania), nel continente americano, in Africa, in Cina e India. I buoni risultati realizzati in altri paesi asiatici (Indonesia, Hong Kong, Giappone e Vietnam) non sono stati sufficienti a mantenere il settore in territorio positivo. Il pellame grezzo torna invece in terreno positivo (+4,7%).
Da segnalare che ieri sono usciti anche i dati di una ricerca di Intesa Sanpaolo, da cui emerge che sui mercati esteri la moda toscana comunque eccelle, superando la media italiana: +36% tra il 2008 e il 2015, con un balzo, nello stesso periodo, del +61,4% per l'export della filiera pelle.
L'altro comparto di specializzazione dell'economia provinciale, quello dei cicli e motocicli, tocca a fatica un risultato positivo (+0,8%) mentre continua la crescita dell'export di bevande, prevalentemente vino e liquori, (+8,2%).
Continuano a perdere terreno sia l'export di mobili (-3,8% dopo il -5,75% del 2014) che quello di calzature (-13,6%), un settore, questo ultimo, che scende ad un controvalore esportato di 195 milioni di euro (erano 320 nel 2013).
A livello geografico il maggior contributo alla crescita delle esportazioni proviene dal mercato britannico, in crescita del 26,8%, seguito dagli Stati Uniti (+9,6%), in gran parte per un eccezionale incremento rilevato nelle vendite di aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi. Il principale mercato di sbocco dell'economia pisana, la Germania, registra invece una crescita più contenuta (+1,2%).
Importazioni. Sulla dinamica delle importazioni pesano le difficoltà della filiera delle pelli, con i pesanti cali del grezzo (-16,4%) e del conciato (-21,2%) che inchiodano in territorio negativo il totale delle importazioni provinciali (-2,8%). In flessione anche le calzature (-11%).
A rasserenare lo scenario contribuisce, almeno in parte, la crescita delle importazioni di prodotti chimici di base (+6,9%), di macchine di impiego generale (+16,6%) e di metalli (+13,8%), a testimonianza di una certa ripresa degli investimenti e della domanda di beni intermedi in alcuni segmenti dell'economia pisana. Segnali positivi emergono anche nella filiera automotive: l’import è in crescita del 5,5%.
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