Il presidio
Rapine, colpi di pistola e fuga sui tetti In cinque a processo
PONSACCO. Un giovane rapinato di auto e iPhone, mentre era in una stazione di servizio per fare rifornimento. Una disabile scippata in strada. La fuga sui tetti, gli arresti, il sequestro di armi....
PONSACCO. Un giovane rapinato di auto e iPhone, mentre era in una stazione di servizio per fare rifornimento. Una disabile scippata in strada. La fuga sui tetti, gli arresti, il sequestro di armi.
Fotogrammi di un filmato che nell’agosto 2013 si concluse con cinque arresti nell’operazione battezzata dai carabinieri “Rapinatori in vacanza” lungo l’asse Brindisi-Valdera. Dalle manette si è passati al processo con il rinvio a giudizio dei “vacanzieri” con la pistola per rapina in concorso, detenzione abusiva di armi, anche scippo per due imputati, e lesioni.
A novembre compariranno davanti al primo collegio (presidente Murano, a latere Bencivinni e Fabbricatore) Manuel Camarda, 29 anni, nato a Pontedera, domiciliato come gli altri quattro a Torre Santa Susanna (Brindisi); Antonio Delle Grottaglie, 20 anni; Nicola Totaro, 32 anni; i fratelli Andrea, 22 anni, e Damiano Russo, 32 anni. Sono difesi dagli avvocati Sara Baldini, Roberto Bottai, Raffaele Missere e Giuseppe Pomarico.
All’irruzione dei carabinieri nell’appartamento di un palazzo in via Mazzini a Ponsacco nella disponibilità di Camarda, due del gruppo tentarono di scappare sui tetti, ma l’area era circondata e la corsa durò giusto il tempo di bloccare i fuggitivi.
Nell’abitazione i militari trovarono una pistola semiautomatica calibro 9 corto di fabbricazione russa, priva di matricola con caricatore con 7 colpi; 24 proiettili, nascosti in un cuscino del divano nel soggiorno; tre passamontagna, una pistola a gas, un pugnale da sub. A carico degli imputati c’è l’episodio avvenuto la sera del 21 agosto nell’area di servizio della Ip a Ponsacco. Per due di loro c’è pure lo scippo della borsa (poi recuperata da due guardie giurate) nei confronti di una donna disabile, che si muoveva con il deambulatore, avvenuto nei giorni successivi alla rapina dentro il distributore.
Il ventenne ponsacchino stava facendo benzina quando, armi in pugno e passamontagna calati sul volto, i rapinatori lo aggredirono. Uno sparò un colpo di pistola per chiarire la serietà delle intenzioni della banda che se ne andò con l’auto, l’iPhone e i documenti del rapinato. E proprio localizzando il cellulare sottratto, gli investigatori si misero sulle tracce della gang e dell’Alfa 166 intestata a uno del gruppo. Appostamenti e monitoraggi e il risultato arrivò con il blitz nel condominio di via Mazzini. La vacanza si trasformò in arresto e ora in un processo.
Pietro Barghigiani
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