Il presidio
Vuole incontrare la figlia e sfonda la porta: arrestato
La bambina avuta dall’ex convivente non è in casa e lui dà in escandescenze Intervengono i carabinieri e l’uomo finisce nei guai. Poi viene rilasciato
SAN MINIATO. Va a trovare la figlia minorenne avuta dalla ex convivente, una donna di 37 anni che dopo la separazione dall’uomo si è trasferita a casa della madre nel comune di San Miniato.
La donna però non si fa trovare nell’abitazione, anche se quello è il giorno in cui, in base agli accordi presi tra i genitori, il padre avrebbe potuto incontrare la bambina e tenerla alcune ore con sé. Quando la madre dell’ex convivente dice all’uomo che la bambina non è in casa e che la madre l’ha portata a fare un giro, l’impiegato di 41 anni, residente nel comune di Montelupo Fiorentino, ha una reazione inaspettata e che probabilmente la dice lunga sui rapporti conflittuali della coppia e nei confronti della loro bambina. Come spesso succede i figli si trovano al centro di litigi e situazioni che a volte sfuggono alla logica.
«Voglio vedere mia figlia», si dispera l’uomo, chiedendo alla madre dell’ex convivente una spiegazione che non arriva. La donna insiste nel dire che la bimba non è in casa. Ma il padre non ci crede, vuole entrare per controllate. Teme che sia solo una scusa per tenerlo lontano dalla figlia, come successo altre volte. Le proteste e le urla dell’uomo non cambiano la situazione. Esasperato, l’impiegato prova a entrare nell’abitazione con la forza. Danneggia e sfonda la porta, riuscendo ad entrare, come hanno spiegato i carabinieri.
Ma nel frattempo la ex “suocera” chiama i carabinieri, temendo la reazione dell’uomo. Alla fine l’impiegato viene arrestato con l’accusa di violazione di domicilio e danneggiamento.
È una persona incensurata, il sostituto procuratore di Pisa, informato della vicenda, pur concordando con l’arresto, ne ha disposto l’immediata liberazione anche se l’uomo resta indagato.
Una volta in caserma, a San Miniato, l’uomo ha raccontato il suo disagio cominciato da quando si è separato dalla madre della bambina.
Una storia, anche dal punto giudiziario, che è abbastanza in divenire. L’uomo, stando a quanto si è appreso, ha cercato di spiegare le sue ragioni. Ha ammesso con i carabinieri di avere perso la pazienza in quanto temeva che la donna usasse la figlia come scusa per creare motivo di litigio con lui. Entrare nella dinamica delle liti conseguenti a una separazione non è compito dei carabinieri che procedono alla contestazione dei reati legati al singolo episodio.
Il fatto è avvenuto sabato. Nel tardo pomeriggio, dopo le lunghe trafile in caserma, l’uomo ha potuto tornare a casa anche se i suoi guai, dopo questo episodio, sono destinati ad aumentare.
L’impiegato, per spiegare come mai si trova nella condizione di perdere la calma, ha raccontato ai carabinieri, intervenuti a mettere fine a quell’angosciante situazione, di dover sopportare ogni volta storie simili e di non riuscire a vedere la figlia così come vorrebbe.
Non è la prima volta che i bambini vengono contesi dai loro genitori quando questi ultimi si separano. Liti e ricatti che scaturiscono dai problemi degli adulti. Questa volta ai guai della separazione per l’impiegato se ne aggiungeranno altri, di natura giudiziaria.
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