Il logo “vero cuoio” non è più esclusiva di Unione conciaria
La sezione Impresa del Tribunale di Milano ha messo fine a un’era, quella della titolarità in capo all’Unione nazionale industria conciaria (Unic) del logo “vero cuoio” e della concessione in...
La sezione Impresa del Tribunale di Milano ha messo fine a un’era, quella della titolarità in capo all’Unione nazionale industria conciaria (Unic) del logo “vero cuoio” e della concessione in licenza a titolo oneroso a chi lo voleva utilizzare come simbolo di garanzia delle suole di scarpe, appunto, in cuoio. Una prassi cominciata nel 2007-2008, malgrado Unic fosse stata riconosciuta titolare del marchio addirittura quarant’anni fa. Sentenza storica, quella di Milano, che giunge dopo una causa intentata da alcune associazioni francesi e stabilisce la notorietà dell’immagine già dalla fine dell’Ottocento: non essendo, quindi una novità, il monopolio di Unic è incompatibile con la normativa dell’Unione europea. La direttiva 94/11 della Comunità europea, recepita in Italia nel 1996, infatti, regola l’etichettatura delle calzature nel Vecchio continente. Tra i loghi da utilizzare era stato individuato anche quello relativo alla pelle di animale stilizzata, definito “vacchetta”. Essendo la direttiva europea precedente all’utilizzo del marchio da parte di Unic, il Tribunale milanese ha messo fine al monopolio italiano del marchio “vero cuoio”.
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