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La sepoltura diventa un’odissea Accuse al servizio cimiteriale

La sepoltura diventa un’odissea Accuse al servizio cimiteriale

Una famiglia protesta: «Abbiamo aspettato giorni per seppellire la salma di un nostro congiunto ma abbiamo saputo quando sarebbe stata fatta l’operazione soltanto dall’agenzia funebre»

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CASCINA. Mario Nocchi è morto il 26 marzo, ma la sua salma non ha avuto pace fino a martedì 5 aprile. La figlia Rosanna Nocchi e suo marito Giovanni Grigò denunciano d’aver subìto l'inefficienza dei servizi cimiteriali cascinesi.

La notte tra venerdì e sabato 26 marzo Mario Nocchi si spegne nella propria abitazione. Data la Pasqua imminente e il giorno di festa di lunedì 28, si decide di lasciare la salma nell'appartamento fino martedì 29 marzo, quando è in programma il funerale nella chiesa di Santa Maria a Cascina. La mattina di sabato 26 marzo, previo consenso di un familiare, Giovanni Grigò si reca all'ufficio cimiteri di Cascina e avvia le procedure per seppellire il suocero dove fino a quel momento dimorava la salma di un parente. Anche il muratore addetto ai servizi cimiteriali cascinesi dà l'assenso, ma «dagli uffici - dice Grigò - mi hanno fatto capire che le operazioni di sepoltura avrebbero potuto subire un numero imprecisato di giorni di ritardo».

Quindi il giorno del funerale Rosanna Nocchi ed il marito, al termine del trasporto, ancora non sanno se la sepoltura avrà luogo oppure no. «Dopo il funerale - continua Grigò - la bara di Mario è stata messa in una stanza del cimitero chiusa all'esterno e a noi non è rimasto che attendere le operazioni d'esumazione della salma dal loculo in cui avrebbe dovuto essere sepolto». I ritardi derivano dalla mole di lavoro cui è sottoposto l'ufficiale medico che avrebbe dovuto dare l'ok ed essere presente all'esumazione. «Non solo - spiega Rosanna Nocchi -, ci hanno anche detto che, se la sepoltura di mio padre non fosse stata possibile entro tre giorni, avremmo dovuto spostare il feretro in altro luogo idoneo all'attesa: una cella frigorifera di Vicopisano o procedere con una sepoltura temporanea a San Frediano».

Senza pace, giovedì 31 marzo Giovanni Grigò torna agli uffici cimiteriali per capire meglio e lì si sente dire che, comunque sia, Mario Nocchi resterà in custodia nel cimitero fino a lunedì 4 aprile. «Lunedì 4 - racconta Rosanna Nocchi - sono andata al cimitero e lì dove avrebbe dovuto riposare mio padre, ho trovato una fossa vuota, peccato che nessuno dei familiari della salma esumata era stato avvertito».

Tramite l'agenzia funebre Rosanna e Giovanni chiedono informazioni sulla sepoltura di Mario Nocchi: «Dall'altra parte del telefono - spiega Rosanna - ci hanno fatto sapere che avrebbero sepolto mio padre il giorno dopo alle 8.30, però anche in questo caso nessuno ci ha contattato per avvertirci». I problemi continuano durante la sepoltura, quando mancano i mattoni necessari, ma alle 10.30 di martedì 5 aprile la salma di Mario Nocchi trova pace.

«Dopo questo calvario - conclude Giovanni - non pagheremo il servizio finché non saremo contattati direttamente dal servizio cimiteri per la fattura».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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